Italia più solida della Francia agli occhi degli investitori

Secondo il Financial Times, i mercati stanno rivalutando il rischio sovrano: rendimenti e flussi premiano Roma mentre cresce la pressione su Parigi

Italia più solida della Francia agli occhi degli investitori© Shutterstock

Per anni l’Italia è stata considerata uno degli anelli più fragili del debito europeo. Oggi, secondo il quadro ricostruito dal Financial Times, è la Francia ad attirare una parte crescente delle preoccupazioni degli investitori. Il segnale più evidente arriva dal mercato obbligazionario: per gran parte dell’estate il rendimento del titolo di Stato italiano a dieci anni è rimasto sotto quello francese, invertendo una relazione che per molto tempo aveva visto Roma pagare un premio maggiore.

Diversi investitori internazionali stanno rivalutando il profilo relativo dei due Paesi e alcuni stanno riducendo l’esposizione ai titoli francesi per aumentare quella verso l’Italia. Nell’articolo del quotidiano britannico Chris Jeffery, responsabile macro strategy di Legal & General, ha spiegato di avere una posizione inferiore al benchmark sui bond francesi e di stare riallocando parte di quella esposizione verso l’Italia.

Alla base del sorpasso c’è soprattutto la traiettoria dei conti pubblici. Il rapporto debito/Pil italiano è sceso dal 154% del 2020 al 139% nel 2026, mentre quello francese è salito dal 114% al 117%. Roma registra inoltre un avanzo primario, mentre il deficit francese supera il 5% del Pil. Anche il deficit italiano si è ridotto sensibilmente: dall’8% del Pil nel 2022 è sceso a poco più del 3% nel 2025. La disciplina fiscale e una fase di maggiore stabilità hanno contribuito a cambiare il giudizio degli investitori sul debito italiano.

Perché i capitali tornano a guardare all’Italia

Secondo Filippo Taddei, Senior Europe Economist di Goldman Sachs, l’aumento della quota di debito italiano detenuta da investitori esteri dal marzo 2023 riflette una progressiva normalizzazione dello status dell’Italia sui mercati. Il Paese è tornato a essere considerato nelle riallocazioni di portafoglio europee, mentre in passato tendeva a essere trattato come un caso a parte.

Il vantaggio dell’Italia resta però condizionato alla continuità della politica fiscale. La maggiore fiducia costruita negli ultimi anni non elimina infatti l’elevato livello del debito pubblico e lascia Roma più esposta a eventuali deviazioni rispetto al percorso di consolidamento.

La Francia, al contrario, si trova sotto pressione in vista della nuova legge di bilancio. Gli investitori guardano con attenzione alla capacità del governo di contenere il deficit in un contesto nel quale le trattative parlamentari restano complesse e l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali rende più difficile sostenere misure di riduzione della spesa. La conseguenza è un aumento del premio richiesto dal mercato per detenere debito francese. Anche gli investitori giapponesi, tradizionalmente presenti sui titoli di Parigi, stanno riducendo le proprie allocazioni.

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