Intesa Sanpaolo incassa il primo via libera nell’iter autorizzativo dell’Opas da 30,6 miliardi di euro su Mps. L’Ivass ha autorizzato preventivamente l’acquisizione delle partecipazioni qualificate indirette in Generali, Axa Mps Assicurazioni Vita e Axa Mps Assicurazioni Danni che entrerebbero nel perimetro del Gruppo in caso di successo dell’offerta. Il disco verde è arrivato in anticipo rispetto alle attese.
Il passaggio riguarda la partecipazione in Generali oggi detenuta da Mediobanca e le due joint venture assicurative tra Mps e Axa, i cui accordi scadranno nell’ottobre 2027. L’autorizzazione Ivass riguarda i requisiti previsti dalla vigilanza assicurativa e resta distinta dall’esame degli effetti concorrenziali della concentrazione.
Intesa-Mps, il nodo ora è l’esame Antitrust
Su questo secondo fronte resta aperta la partita più delicata. L’Antitrust ha avviato l’istruttoria sull’operazione e dovrà approfondirne gli effetti in diversi mercati bancari e assicurativi, con particolare attenzione al risparmio gestito e alle polizze. Nell’ambito del procedimento acquisirà anche il parere dell’Ivass, ma le valutazioni delle due autorità rispondono a criteri differenti.
Sul fronte Generali, l’Antitrust ha già escluso che Intesa possa esercitare un controllo di fatto sul Leone attraverso la partecipazione che acquisirebbe indirettamente, perché non avrebbe la possibilità di nominare autonomamente la maggioranza del consiglio di amministrazione. Resta invece da valutare l’impatto concorrenziale dell’intreccio, compresi i possibili rischi legati allo scambio di informazioni sensibili.
Un altro dossier riguarda la rete bancaria. Intesa Sanpaolo ha già previsto, nell’accordo con Unipol, la cessione di 635 filiali Mps in caso di successo dell’operazione. L’Antitrust dovrà verificare le sovrapposizioni territoriali e valutare il perimetro delle cessioni nell’ambito dell’istruttoria.
Intanto i fari dell’Ivass sono accesi anche direttamente su Generali. Secondo quanto riporta oggi il quotidiano La Stampa, il 14 settembre è partita un’ispezione ordinaria sull’asset management del Leone. L’attività riguarda un comparto che a fine 2025 gestiva 712 miliardi di euro, di cui 273 miliardi riferibili a investitori esterni; includendo Wealth Management e Banca Generali, il polo arriva a circa 900 miliardi. Sul fronte Mps, il Consiglio di amministrazione dovrebbe riunirsi la prossima settimana anche per convocare l’assemblea del 29 ottobre, chiamata a pronunciarsi sulle operazioni su Banca Generali e Banco Bpm.
© Riproduzione riservata
Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa SanpaoloPhoto by Pier Marco Tacca/Getty Images




