Intesa Sanpaolo-Mps, l’Antitrust apre l’istruttoria sull’Opas

Sotto esame raccolta, credito, risparmio gestito e assicurazioni. L’Authority approfondisce anche i rapporti con Generali e le sovrapposizioni territoriali

Intesa Sanpaolo-Mps, l’Antitrust apre un’istruttoria sull’Opas© Shutterstock

L’Antitrust italiana apre l’istruttoria sull’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps. Dopo la prima analisi dell’operazione, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) avvia una fase di approfondimento sui possibili effetti della concentrazione in diversi mercati bancari e assicurativi, sia locali sia nazionali. Intesa e Mps avranno dieci giorni dalla notifica del provvedimento per esercitare il diritto a essere sentiti.

Il dossier si apre mentre Luigi Lovaglio è a New York per incontrare gli investitori nell’ambito della Global Financial Conference di Barclays. L’Authority ritiene intanto che l’operazione sia «suscettibile di ostacolare in modo significativo la concorrenza effettiva» in alcuni ambiti. Si tratta, allo stato attuale, di aree sulle quali effettuare ulteriori verifiche e non di criticità già accertate.

I mercati sotto la lente dell’Antitrust

L’analisi individua 20 mercati provinciali da approfondire sul fronte della raccolta bancaria, 72 per gli impieghi alle famiglie consumatrici e 17 per il credito alle famiglie produttrici e alle imprese di piccole dimensioni. L’attenzione si estende agli impieghi verso le imprese medio-grandi, a 27 mercati provinciali del risparmio amministrato e alla produzione e distribuzione del risparmio gestito. Nel valutare le sovrapposizioni, l’Antitrust tiene conto anche dell’accordo con Unipol per la cessione di 635 filiali Mps. L’istruttoria servirà quindi a stabilire se il perimetro delle cessioni sia sufficiente a risolvere le aree di concentrazione individuate o se saranno necessari ulteriori correttivi.

Un altro capitolo riguarda Generali. Con l’acquisizione di Mps, Intesa Sanpaolo entrerebbe indirettamente in possesso della partecipazione detenuta nel Leone attraverso Mediobanca. L’Antitrust ritiene possibile escludere che questo passaggio consenta alla banca torinese di esercitare un controllo di fatto su Generali, perché la banca non avrebbe il potere di nominare autonomamente la maggioranza del Consiglio di amministrazione.

Restano però da approfondire i legami strutturali tra Intesa e Generali, con particolare attenzione ai possibili scambi di informazioni sensibili e agli effetti sulla concorrenza nei mercati assicurativi. Nel mirino rientrano sia la produzione sia la distribuzione delle polizze, insieme alle conseguenze che la nuova struttura azionaria potrebbe avere sugli incentivi competitivi dei due Gruppi.

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