Tiene banco l’inchiesta della procura di Milano sul presunto concerto tra Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, e il gruppo Caltagirone in merito al controllo del Leone di Trieste. Secondo gli inquirenti, i due soci avrebbero stretto un accordo riservato per scalare Generali passando da Mediobanca, di cui entrambi erano già azionisti.
Il sospetto nasce dal loro simultaneo ingresso nel capitale di Mps a fine 2024, durante il collocamento deciso dal Mef tramite un’operazione di tipo Abb. Nelle indagini della Procura si ipotizza che l’acquisto delle quote in Mps non sia stato casuale, ma parte di un disegno strategico condiviso per rafforzare le proprie posizioni in Mediobanca e, indirettamente, in Generali. Mediobanca, infatti, è il primo azionista del Leone con una quota del 13,1%.
Come riportato oggi in un articolo del quotidiano La Stampa, Caltagirone ha già preso posizione pubblicando nei giorni scorsi una lunga nota in cui smentisce ogni ipotesi di patto con Delfin. La società ha affermato che gli acquisti in Mps sono avvenuti con modalità e prezzi differenti, rifiutando la ricostruzione degli inquirenti.
La posizione di Delfin resta più prudente. La società non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche, ma durante il Consiglio d’amministrazione ordinario tenutosi ieri è emersa una linea di massima cautela. Nessun commento, quindi, ma un messaggio chiaro: piena fiducia nella magistratura, con la convinzione che sarà riconosciuta la correttezza del proprio operato e di quello dei suoi esponenti nelle sedi competenti. Delfin è consapevole che l’inchiesta potrebbe durare a lungo, forse fino all’estate 2026, ma ritiene che il dibattito debba rimanere circoscritto al piano giudiziario.
Generali ai massimi da 25 anni, in attesa del Cda
Mentre si accende l’attenzione giudiziaria, Generali continua a correre in Borsa. Alla vigilia dell’ultimo Cda dell’anno, il titolo ha raggiunto i massimi da 25 anni, superando la soglia dei 35 euro per azione (+2,2% a 35,26 euro), con una capitalizzazione che sfiora i 55 miliardi.
L’amministratore delegato Philippe Donnet incontrerà domani il consiglio, dopo aver archiviato il tentativo di accordo con Natixis. Donnet avrebbe deciso di organizzare un Investor Day nel 2026 per fare il punto sull’attuazione del piano industriale.
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Una foto di Piazzetta Cuccia, ingresso della sede di Mediobanca a Milano




