Nel contesto di un’offerta finanziaria sempre più ampia e complessa, gli italiani mostrano una chiara preferenza per la consulenza finanziaria professionale. A rivelarlo è il VI Rapporto Assogestioni-Censis, secondo cui oltre il 60% degli italiani preferisce farsi affiancare da un esperto per investire i propri risparmi. Un orientamento che si conferma anche tra chi dichiara di non essere interessato all’educazione finanziaria.
Il 60,6% dei disinteressati e il 62,6% di chi si dichiara interessato all’educazione finanziaria affermano di prediligere il supporto di un consulente. La tendenza è ancora più marcata tra chi già investe in strumenti finanziari: in questo gruppo, il 48,4% dei disinteressati si affida con continuità a un consulente e il 36,0% a una banca o finanziaria; tra gli interessati, le percentuali salgono al 52,4% e 48,2% rispettivamente.
Il consulente resta centrale anche nel digitale
La richiesta di accompagnamento professionale riguarda anche le nuove modalità di investimento. Il 31,9% degli italiani si dichiara propenso a utilizzare piattaforme di trading online, ma solo a condizione di essere affiancato da un consulente. Inoltre, il 43,2% dei disinteressati e il 53,5% degli interessati riconoscono che il trading online può facilitare la gestione degli investimenti, pur non potendo sostituire la figura del consulente.
L’interesse per la consulenza si inserisce in un contesto di elevata esposizione a proposte ingannevoli. Il 47,8% degli italiani riferisce di aver ricevuto offerte di investimento, spesso veicolate tramite social o telefonate, che si sono rivelate truffe. E il 59,5% afferma di essersi imbattuto più volte in pubblicità accattivanti sui social legate a piattaforme di trading.
La tutela passa dalla professionalità
“Il Rapporto conferma che, al di là del livello di alfabetizzazione finanziaria, esiste una consapevolezza diffusa sull’importanza di affidarsi a figure professionali nella gestione del risparmio”, ha commentato Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni. In un contesto caratterizzato da una crescente esposizione a fonti non qualificate e a promesse di guadagni facili, la gestione professionale offerta da operatori autorizzati e vigilati rappresenta un presidio fondamentale per la tutela del risparmio.
L’educazione finanziaria, secondo Galli, svolge un ruolo complementare: aiuta le persone a riconoscere il valore della competenza e della trasparenza. Solo attraverso l’alleanza tra consapevolezza e professionalità, ha sottolineato, si può costruire un sistema finanziario più inclusivo e orientato al lungo termine.
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