Il Gruppo Morellato riporta in Italia la distribuzione dei gioielli e orologi a marchio Fossil, Emporio Armani, Armani Exchange, Michael Kors e Diesel, grazie a un accordo con il Fossil Group statunitense. L’operazione, già avviata, prevede l’acquisizione delle attività italiane del gruppo americano, che ha avviato un piano di ristrutturazione con il ritiro da alcuni mercati.
Il gruppo guidato da Massimo Carraro, tra i protagonisti in Italia nella gioielleria e orologeria con 22 marchi, di cui 15 di proprietà e sette in licenza, ha colto l’opportunità per rafforzare e sviluppare i canali distributivi, in particolare quelli italiani. Il focus sarà infatti sui negozi indipendenti a gestione familiare, ritenuti centrali per competenza e rapporto con il consumatore. L’obiettivo, come riportato in un articolo pubblicato oggi dal Corriere della Sera, è distribuire i nuovi brand in 500-600 punti vendita entro fine 2026 e superare il milione di pezzi venduti nel 2027.
«Rivedremo il network, puntando sui piccoli imprenditori», ha spiegato Carraro, sottolineando il cambio di strategia rispetto a quella precedente del gruppo Fossil, orientata invece alle grandi catene. Morellato ha già assorbito l’intero personale della filiale italiana di Fossil, che ha deciso di restare, e ha attivato una nuova rete vendita dedicata, attiva da inizio anno. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, la nuova struttura sarà presentata durante un evento fissato per il 18 gennaio all’interno della fiera Vicenzaoro.
L’operazione si inserisce in una più ampia strategia di crescita, che include l’espansione internazionale. Dopo la recente apertura della prima filiale in Delaware, il 2026 segnerà lo sbarco diretto negli Stati Uniti, un mercato in cui Carraro punta a replicare il modello italiano, nonostante le difficoltà legate a dazi e logistica. L’altra grande sfida è l’India, mercato in forte espansione nel segmento orologi.
L’obiettivo per il fiscal year 2025, che si chiuderà a febbraio, è superare i 750 milioni, con una crescita attesa tra il 4% e il 5%. Una spinta importante potrebbe arrivare dalla ripresa del mercato tedesco, che da solo genera il 40% dei ricavi del gruppo.
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Massimo Carraro, presidente di Morellato




