La regina delle stablecoin parla italiano. Tether, azienda emittente della criptovaluta USDT, sta valutando un nuovo aumento di capitale da 15-20 miliardi di dollari in equity, corrispondenti a circa il 3% del capitale. Una mossa che potrebbe spingere la valutazione complessiva della società a 500 miliardi di dollari, secondo quanto riportato da Bloomberg.
Un traguardo che proietterebbe Tether nell’élite mondiale delle imprese private, alla pari con OpenAI e ben sopra i 400 miliardi stimati per SpaceX. Un successo che porta la firma di due italiani: Giancarlo Devasini, torinese fondatore e presidente, e Paolo Ardoino, amministratore delegato originario della Liguria.
L’espansione globale parte dall’Italia
In risposta alle indiscrezioni riportate da Bloomberg, Ardoino ha spiegato che Tether sta valutando un aumento di capitale con un gruppo selezionato di investitori “per massimizzare la portata della strategia della società” su tutti i fronti: dalle stablecoin all’intelligenza artificiale, passando per energia, media, comunicazioni e commercio di materie prime.
Numeri record e un piede nella Serie A
Il 2024 ha segnato una nuova fase di espansione per Tether, che ha annunciato utili per circa 13,4 miliardi di dollari e l’ingresso nel capitale della Juventus con una quota di minoranza. Contestualmente, il gruppo ha nominato Benjamin Habbel, ex Ceo di Limestone Capital, come Chief Business Officer.
Secondo le ultime stime, la valutazione attuale di Tether è di 172 miliardi di dollari, ben al di sopra di quella dell’altro big del settore, Circle, ferma a 74 miliardi. E se in passato la società è finita nel mirino delle autorità statunitensi – con una multa nel 2021 per dichiarazioni fuorvianti sulle riserve – oggi guarda avanti, pronta a trasformarsi in una tech company a tutto tondo.
© Riproduzione riservataPerché Tether ha investito sulla Juventus. La parola all’a.d. Paolo Ardoino

Paolo Ardoino, Ceo di Tether




