La Commissione Europea ha formalmente avviato una procedura d’infrazione contro l’Italia per l’applicazione della normativa sul golden power nel settore bancario, in particolare in relazione all’ops di Unicredit su Banco Bpm. Secondo l’Unione Europea, le prerogative esercitate dal governo italiano avrebbero invaso le competenze esclusive della Banca centrale europea, ostacolando di fatto la libera circolazione dei capitali e le operazioni di consolidamento bancario.
Il procedimento è scattato venerdì 21, con l’invio di una lettera di costituzione in mora a Roma. Nel mirino di Bruxelles ci sono le condizioni imposte dal governo ad aprile a Unicredit, che hanno spinto la banca guidata da Andrea Orcel a ritirare l’offerta su Banco Bpm a luglio.
Due mesi per rispondere
L’esecutivo italiano ha ora due mesi di tempo per rispondere alla Commissione e proporre misure correttive che possano scongiurare il proseguimento della procedura. L’intervento arriva dopo una lunga fase di rinvii: la decisione era inizialmente attesa per ottobre, ma l’Italia ha tentato fino all’ultimo di evitare questo esito.
Secondo Bruxelles, l’intervento del governo si è sovrapposto a quello della Commissione e della Bce, violando le regole del Meccanismo di vigilanza unico. In particolare, la nota ufficiale sottolinea che la normativa italiana, pur essendo pensata per tutelare sicurezza nazionale e ordine pubblico, rischia di consentire interventi ingiustificati motivati da ragioni economiche. Un uso simile dei poteri speciali non sarebbe compatibile con i principi fondamentali del diritto europeo.
La Commissione precisa: non è un caso specifico
La Commissione ha voluto chiarire che la lettera inviata all’Italia non riguarda un caso specifico, ma la normativa nel suo complesso. La portavoce aggiunta della Commissione, Arianna Podestà, ha spiegato che si tratta di una valutazione generale sull’applicazione dei poteri speciali da parte del governo italiano, distinta da eventuali procedure relative a operazioni particolari, come quella di Unicredit-Banco Bpm, trattate separatamente ai sensi dell’articolo 21 del regolamento europeo sulle concentrazioni.
Nel luglio scorso, Bruxelles aveva già espresso preoccupazioni preliminari sull’applicazione del golden power in una specifica operazione, ma – come ha precisato la Commissione – su quel fronte non è ancora stata presa alcuna decisione.
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