Golden Power su Banco Bpm? Il Tesoro avvisa Crédit Agricole

Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giorgetti chiarisce che la legge si applicherà anche a un'eventuale fusione tra Banco Bpm e i francesi. Due le strade sul tavolo: Parigi o Siena

Banco Bpm tra Crédit Agricole e Mps: le mosse future secondo Castagna© shutterstock

Il Tesoro resta alla finestra, ma con una posizione chiara: la legge sul Golden Power vale per tutti, senza eccezioni. Anche se l’operazione tra Banco Bpm e Crédit Agricole non è formalmente partita, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha voluto mettere subito i paletti: “Io non ho obiezioni politiche, ho una legge che devo far rispettare, come l’ho fatta rispettare agli altri la farò rispettare per loro”.

L’avvertimento arriva mentre il risiko bancario torna a infiammare il mercato italiano, questa volta con un asse potenziale tra Piazza Meda e la ‘Banque Verte’, che oggi è già azionista al 20% di Banco Bpm. Ma a pesare sul futuro dell’operazione non saranno le simpatie politiche: “Non esiste l’operazione e quindi come faccio a fare valutazioni”, ha sottolineato Giorgetti, ribadendo che sarà la legge a guidare ogni passo, come avvenuto nel recente caso UniCredit.

Il nodo Anima e la sicurezza nazionale

Il vero punto sensibile per il governo è rappresentato da Anima, il grande gestore del risparmio italiano, considerato un asset strategico da Roma e da Bpm. Dopo l’Opa lanciata nel novembre 2024, Banco Bpm è diventata azionista quasi totalitaria del gruppo, che gestisce oltre 200 miliardi di euro. La possibilità che i francesi possano acquisirne una quota rilevante – fino al 50%, secondo alcune ipotesi – preoccupa il governo, che vede nel risparmio un tema di sicurezza nazionale.

Anche per questo motivo, il ministro non ha escluso l’utilizzo dei poteri speciali del Golden Power, come già fatto con UniCredit: in quel caso, tra le prescrizioni c’era proprio il vincolo per Anima di non ridurre il peso degli investimenti in titoli italiani. Una clausola confermata anche dal TAR, malgrado le critiche arrivate da Bruxelles.

Allarme Golden Power

Due strade per Banco Bpm: Parigi o Siena

Il futuro di Banco Bpm resta tutto da scrivere. Da una parte c’è il progetto con Crédit Agricole, che prevede una fusione con la controllata italiana della banca francese, accompagnata da un equilibrio di governance e scambi di partecipazioni.

Dall’altra parte, però, resta viva l’ipotesi Mps, ritenuta “un’altra opportunità” dall’a.d. Giuseppe Castagna. Siena non è solo il secondo distributore di Anima, ma anche un partner già legato a Banco Bpm da una partecipazione incrociata del 4,5%. In questo scenario, si affaccerebbe la creazione di un terzo polo bancario italiano, alternativo a Intesa Sanpaolo e UniCredit.

La linea del Tesoro resta neutrale

Nonostante le attenzioni su Agricole, da parte del governo non emergono preclusioni pregiudiziali verso i francesi. Lo stesso Castagna è stato ricevuto nei giorni scorsi a Palazzo Chigi, dove avrebbe discusso il contesto generale della crescita della banca francese in Italia. Il governo, come evidenziato sui quotidiani oggi in edicola, apprezza i modi e l’attenzione con cui Crédit Agricole si sta muovendo, ma ribadisce che non farà distinzioni: ogni operazione dovrà passare sotto la lente della legge, senza eccezioni, nel pieno rispetto degli interessi nazionali.

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