Golden Goose cambia proprietà, ma non linea di comando. Il marchio italiano di sneaker di lusso, considerato tra i simboli del nuovo made in Italy, passa in maggioranza al gruppo cinese Hsg, affiancato dal fondo sovrano di Singapore Temasek e da True Light Capital, che rileveranno una partecipazione di minoranza. A vendere è Permira, fondo di private equity che manterrà comunque una quota del 20% nel capitale della società.
L’operazione, che valuta l’azienda 2,5 miliardi di euro, premia i solidi risultati conseguiti negli ultimi anni. Golden Goose ha visto i suoi ricavi crescere da 266 milioni nel 2020 a 655 milioni nel 2024, con una progressione continua. Solo nei primi nove mesi del 2025 il fatturato ha toccato 517,1 milioni, in crescita del 13% su base annua, con un Ebitda adjusted di 173,6 milioni.
Silvio Campara resterà amministratore delegato, a conferma della volontà di dare continuità al progetto imprenditoriale. Alla presidenza andrà invece Marco Bizzarri, ex ceo di Gucci, che fino ad ora ricopriva il ruolo di consigliere non esecutivo. Secondo il nuovo assetto, Permira manterrà una quota minoritaria e una presenza attiva nella governance.
Una nuova fase per espandersi in Asia
L’ingresso di Hsg rappresenta un passaggio strategico. Il fondo cinese è specializzato nel potenziare brand con forte attrattività tra il pubblico giovane e nel portarli a una scala internazionale, soprattutto nel mercato asiatico. L’acquisizione di Golden Goose apre così a una fase di espansione in Cina, senza rinunciare all’identità Made in Italy del marchio.
Temasek rafforza il suo ruolo di investitore nel lusso, dopo esperienze già maturate in gruppi come Moncler e Zegna, mentre Hsg ha all’attivo investimenti in realtà come Pop Mart, RedNote e Marshall, oltre che una forte presenza nel tech attraverso partecipazioni in Alibaba, Bytedance, DJI e Shein.
Fondata nel 2000, in questi anni Golden Goose ha rafforzato il proprio modello direct-to-consumer, non solo espandendo la rete retail fino a raggiungere 227 negozi diretti nel 2025, ma anche introducendo nuovi format come il Forward Store e sviluppando esperienze di Co-Creation che hanno intensificato il legame con la clientela globale. La base della community del brand conta oggi oltre 2 milioni di Dreamers in tutto il mondo, a cui si rivolge con un approccio omnicanale tra retail, e-commerce e wholesale.
I nuovi soci e il ruolo della finanza
L’operazione segna anche un consolidamento della presenza asiatica nel capitale di Golden Goose. Hsg, già nota come Sequoia Capital China, gestisce oggi oltre 55 miliardi di dollari in asset e ha investito in più di 1.600 aziende, tra cui oltre 140 unicorni e 160 società quotate. La società punta su modelli di business innovativi con forte potenziale di crescita a lungo termine.
Temasek, con sede a Singapore, controlla un portafoglio da 434 miliardi di dollari singaporiani e opera in 13 uffici distribuiti tra Asia, Europa e Americhe. Il fondo agisce attraverso True Light Capital, asset manager interamente controllato, che gestisce attualmente circa 4 miliardi di dollari.
Il perfezionamento dell’accordo è atteso entro l’estate 2026. Golden Goose prevede, in concomitanza con il closing, di rimborsare interamente le obbligazioni senior garantite da 480 milioni di euro con scadenza 2031.
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