Gens Aurea in Borsa, debutto freddo per Oro Cash

Dopo l’Ipo da un miliardo, la matricola chiude in lieve calo. Godano punta su crescita europea e riciclo dei preziosi

Gens Aurea in Borsa, debutto freddo per Oro Cash© Getty Images

Gens Aurea entra a Piazza Affari con un segnale prudente dal mercato: la prima seduta si è chiusa in calo dello 0,5%, dopo una giornata volatile. La matricola arriva sul listino con una capitalizzazione attorno a un miliardo di euro e con alle spalle il marchio di compro oro Oro Cash.

Il collocamento era stato costruito su 10.100.000 azioni ordinarie, pari al 10% del capitale, con prezzo a 10 euro. L’offerta era riservata a investitori qualificati e istituzionali.

Gens Aurea in Borsa, il test del mercato

Il contesto della vigilia spiegava un’Ipo sostenuta da numeri in forte crescita: ricavi per 836,3 milioni nel 2025, primo trimestre 2026 a 445,1 milioni, Ebitda adjusted di 69,8 milioni e utile del periodo di circa 48 milioni. Per l’intero 2026 la società prevede un fatturato di circa 1,5 miliardi, con Ebitda adjusted superiore a 200 milioni e utile netto adjusted oltre 130 milioni.

Il debutto, però, non è stato euforico. Come evidenziato in un articolo del quotidiano il Giornale, sebbene l’oro continui a beneficiare di tensioni geopolitiche e acquisti delle banche centrali dei Paesi emergenti, per Gens Aurea la partita non è strettamente legata all’andamento del metallo prezioso: l’obiettivo è raccogliere, fondere e reimmettere nei canali industriali gioielli e vecchi ricordi delle famiglie.

Il Gruppo conta oltre 530 punti vendita a fine 2025 e opera su compro oro, gioielleria, oro da investimento e buy-back. L’amministratore delegato Fabio Godano ha legato l’approdo sul listino alla crescita oltreconfine: «La visibilità che ci dà oggi la Borsa di Milano sicuramente ci aiuterà a crescere ed espandere il nostro business a livello europeo». Nel giorno del Ring the bell a Palazzo Mezzanotte, l’a.d. ha rivendicato anche il modello di un’azienda che «dà nuova vita all’oro» in modo ecosostenibile, senza estrazione mineraria.

Il punto, ora, è capire se la quotazione riuscirà a trasformare la solidità dei conti e l’interesse istituzionale in una storia credibile anche per il mercato.

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