Da tempo assente dal suo organigramma, la figura del direttore generale potrebbe presto tornare nella governance di Assicurazioni Generali. Il Cda della compagnia ha avviato, infatti, un confronto preliminare sulla questione, che però richiederà ulteriori passaggi decisivi a partire dal mese di novembre.
Giulio Terzariol, attuale amministratore delegato di Generali Insurance, è il nome più accreditato per assumere l’incarico. In alternativa, si valuta anche la possibilità che venga nominato deputy Ceo, in attesa di definire un nuovo equilibrio tra gli azionisti e ottenere il pieno consenso del consiglio di amministrazione. Su questo punto, l’a.d. Philippe Donnet è stato chiaro: si procederà solo con un sostegno unanime del board e un via libera condiviso anche dai principali soci.
Generali, ipotesi del direttore generale in stand by
Il confronto in Cda, finora, ha mostrato divisioni interne, con una parte dei consiglieri orientata ad astenersi in vista di un voto ufficiale. Una scelta che ha portato Generali a rallentare sull’ipotesi di ripristino della figura del direttore generale, in attesa che si chiarisca anche il ruolo dell’Ivass, l’authority di vigilanza del settore, e che Mps presenti alla Bce il piano industriale legato all’acquisizione di Mediobanca.
Intanto si consolida il ruolo di Unicredit, che continua a detenere in Generali una partecipazione superiore al 5% con diritto di voto. A luglio, la banca guidata da Andrea Orcel ha ridotto le proprie posizioni in derivati, scendendo dal 6,7% con cui aveva votato all’ultima assemblea in favore della lista Caltagirone. Orcel ha ribadito che si tratta di una quota finanziaria destinata a ridursi nel tempo, ma non ha escluso future collaborazioni, soprattutto nei settori già coperti dall’attuale accordo di bancassurance nell’Est Europa e nel risparmio gestito.
Tutto rimandato, dunque, a novembre, quando i vertici di Generali potrebbero tornare a discutere della questione, se il quadro regolamentare e azionario lo permetterà. Il comitato nomine, riunito di recente, ha evitato di affrontare il tema, segno che al momento non è tra le priorità più urgenti.
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