Generali dice addio a Natixis: salta la super alleanza nel risparmio

La joint venture da 1.900 miliardi tra Trieste e Parigi si ferma: troppa opposizione interna, dubbi del governo e un risiko bancario che ha cambiato gli equilibri

Generali dice addio a Natixis: salta la super alleanza nel risparmioIl Ceo di Generali, Philippe Donnet © Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images

Non ci sarà nessuna alleanza tra Generali e Natixis. A quasi un anno dall’annuncio del memorandum d’intesa, il progetto di una joint venture da 1.900 miliardi di euro di asset finisce archiviato. A comunicarlo sono stati i due gruppi, Generali e Bpce (azionista di controllo di Natixis), in un comunicato stampa congiunto che certifica il fallimento delle trattative: “non sussistono le condizioni per raggiungere un accordo definitivo”.

La decisione arriva dopo mesi di forti tensioni interne e di pressione esterna. Da un lato, l’operazione era osteggiata dai soci privati del Leone – a partire dal gruppo Caltagirone, da Delfin della famiglia Del Vecchio, ma anche da UniCredit, Fondazione Crt e i Benetton. Dall’altro, il governo italiano non ha mai nascosto le proprie perplessità strategiche: l’idea che una parte consistente del risparmio degli italiani potesse finire sotto influenza francese, con una governance condivisa, ha fatto scattare l’allarme anche su un possibile utilizzo del golden power.

Mps-Mediobanca ha cambiato lo scenario

L’intesa tra Generali e Natixis aveva già suscitato forti frizioni in Consiglio d’amministrazione, con il voto contrario dei tre membri espressi da Caltagirone. A rimescolare le carte è poi arrivata l’Ops lanciata da Mps su Mediobanca, operazione sostenuta dallo stesso Caltagirone e dalla Delfin, che ha portato il controllo della banca d’affari lontano da Alberto Nagel, manager che, come riportato in un articolo del Corriere della Sera di oggi, era sponsor dell’alleanza con i francesi.

Il nuovo assetto ha trasformato il clima: l’iniziale favore di Mediobanca si è tradotto in una presa di distanza, mentre Philippe Donnet, amministratore delegato di Generali, ha tentato senza successo di chiudere un’intesa più morbida.

Cosa succede ora

L’addio alla joint venture, definita in passato un passo decisivo verso la nascita di un campione europeo del risparmio gestito, non avrà impatti immediati sul piano strategico di Generali. La compagnia ha confermato gli obiettivi del programma Lifetime Partner 27: Driving Excellence, che prevede 7 miliardi di dividendi cumulati tra il 2025 e il 2027, con una crescita del 30% rispetto al triennio precedente.

Nel frattempo, Generali guarda avanti con la possibilità di espandere la propria piattaforma in autonomia. Lo scenario più probabile è quello di rafforzare le competenze nel private credit e nelle infrastrutture, seguendo il modello già sperimentato con l’acquisizione della statunitense Mgg Investment Group, attiva nel credito privato.

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