La Banca Centrale Europea (Bce) avrebbe dato il via libera definitivo a Fininvest per riacquistare i pieni diritti di voto sul proprio 30% in Banca Mediolanum, bloccato dal 2014 a causa della condanna per frode fiscale di Silvio Berlusconi. Fino a oggi, la holding poteva esercitare il voto solo su una quota del 9,99%, a seguito della sospensione dei requisiti di onorabilità decisa dalla Banca d’Italia e confermata successivamente dalla Bce.
La decisione dell’Eurotower, riportata in un articolo de Il Sole 24 Ore, sarebbe arrivata senza opposizioni, dopo un esame condotto in coordinamento con la Banca d’Italia e il Banco de España. Il via libera certifica la conformità della governance Fininvest alle norme europee in materia di vigilanza bancaria e patrimoniale, permettendo così lo “scongelamento” del restante 20%.
Il punto di svolta è giunto lo scorso 19 settembre, quando la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha annullato il provvedimento della Bce del 2016. I giudici hanno stabilito che non si trattava di una nuova acquisizione, ma della semplice conservazione di una quota storica, preesistente alle nuove normative. Di conseguenza, le regole non potevano essere applicate retroattivamente.
La vicenda, iniziata oltre dieci anni fa, ha avuto un peso rilevante anche nei rapporti con l’altro grande azionista di Mediolanum, la famiglia Doris, con cui in passato era in vigore un patto parasociale non più rinnovato. Ora, con il pieno ripristino della partecipazione, non è escluso che le due parti possano valutare nuovi assetti, anche se al momento non risultano iniziative formali in tal senso.
© Riproduzione riservataBanca Mediolanum aperta su Fininvest: «Si potrebbe varare un nuovo patto parasociale»

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