La Federal Reserve (Fed) torna ad alzare il costo del denaro negli Stati Uniti per la prima volta dal luglio 2023. Il Fomc ha approvato all’unanimità un aumento di 25 punti base, portando l’intervallo dei federal funds al 3,75-4%. Al centro della decisione c’è l’inflazione, che secondo il presidente della Fed Kevin Warsh «è stata troppo alta per troppo tempo» e resta distante dall’obiettivo del 2%.
La stretta potrebbe non fermarsi qui. Le proiezioni della banca centrale collocano il tasso mediano al 4,1% alla fine del 2026, un livello coerente con un ulteriore aumento di un quarto di punto entro fine anno. La maggioranza dei partecipanti al vertice della Fed indica infatti un’altra stretta nel corso del 2026, mentre una parte prevede un percorso ancora più restrittivo.
Fed, inflazione e tassi: cosa indicano le nuove stime
A spiegare la nuova direzione della politica monetaria sono soprattutto le previsioni sui prezzi. L’indice Pce, la misura dell’inflazione legata ai consumi personali, è atteso al 3,7% nel 2026, prima di scendere al 2,3% nel 2027. Il ritorno all’obiettivo del 2% viene indicato soltanto per il 2029.
Il quadro macroeconomico lascia alla Fed spazio per intervenire. La crescita del Pil reale statunitense è prevista al 2,3% nel 2026, leggermente sopra la precedente stima del 2,2%, e al 2,4% nel 2027. Il tasso di disoccupazione è invece indicato al 4,1%. Warsh ha sottolineato che l’attività economica continua a espandersi a un ritmo solido, mentre la priorità resta riportare sotto controllo i prezzi.
La decisione arriva in direzione opposta rispetto alle richieste del presidente americano, Donald Trump, che aveva sollecitato una riduzione del costo del denaro. La Casa Bianca ha definito il rialzo «infelice» e non sostenuto da motivazioni economiche convincenti. Warsh, interrogato sui rapporti con il presidente, ha ricondotto la scelta al mandato della banca centrale sulla stabilità dei prezzi. Per i mercati, il rialzo era in larga parte già incorporato nelle quotazioni e la reazione iniziale di Wall Street è stata contenuta. Più evidente il movimento sul mercato obbligazionario, dove i rendimenti dei Treasury hanno ripreso a salire.
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Il presidente della Federal Reserve statunitense, Kevin Warsh© Photo by Andrew Harnik/Getty Images




