Ex Ilva, Federacciai avvia la cordata italiana: Gozzi lavora al rilancio

Ex Ilva, il Consiglio di Stato dà l'ok per continuare l'attività produttiva© Shutterstock

La partita per il futuro dell’ex Ilva di Taranto entra in una fase decisiva: Federacciai ha formalizzato la disponibilità a promuovere una cordata italiana per rilevare e rilanciare gli impianti siderurgici, affidando al presidente Antonio Gozzi il compito di avviare i contatti e presentare agli enti competenti una manifestazione di interesse. L’iniziativa arriva mentre si restringono i tempi per trovare una soluzione alla crisi dello stabilimento pugliese.

La manifestazione di interesse rappresenta, almeno in questa fase, un atto preliminare e non vincolante. L’obiettivo è verificare la possibilità di costruire un’offerta nazionale capace di competere con quella presentata da Jindal, il gruppo industriale indiano che al momento resta l’unico soggetto ad aver formalizzato una proposta per l’intero perimetro dell’ex Ilva, compresa l’area a caldo.

I dettagli sull’operazione di salvataggio

Il progetto di Federacciai sulla cordata italiana per salvare l’ex Ilva nasce dopo gli appelli del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che aveva invitato le aziende siderurgiche nazionali a valutare una proposta migliorativa rispetto a quella di Jindal. Anche Confindustria ha manifestato apertura all’ipotesi, mentre il presidente Emanuele Orsini ha sottolineato l’importanza di tutelare l’industria di base e le filiere strategiche del Paese.

Tra i nodi più delicati c’è però quello dei tempi. La chiusura dell’area a caldo è prevista per il 26 ottobre, una scadenza che rischia di aggravare le conseguenze economiche e occupazionali della crisi. Lo stop potrebbe infatti avere ripercussioni anche sugli stabilimenti collegati alla filiera e sulle numerose imprese dell’indotto. Secondo le associazioni imprenditoriali locali, il rischio è quello di una forte crescita degli esuberi e dei licenziamenti collettivi.

I prossimi passi

La cordata italiana dovrà quindi muoversi rapidamente per verificare quali aziende siano disponibili a partecipare, quali risorse possano essere mobilitate e quale progetto industriale proporre. Gozzi ha indicato una disponibilità molto ampia da parte del comparto siderurgico, ma il passaggio dalla manifestazione di interesse a un’offerta concreta richiederà ulteriori valutazioni.

Sul tavolo resta anche la proposta di Jindal, aggiornata alla luce della situazione giudiziaria e industriale dello stabilimento. I commissari dovranno valutarne la fattibilità, mentre il governo continua a cercare una soluzione che permetta di salvaguardare produzione, occupazione e continuità della filiera.

Per l’ex Ilva si apre dunque una corsa contro il tempo: la possibile cordata nazionale aggiunge un nuovo protagonista alla partita, ma il rilancio dello storico polo siderurgico resta legato alla capacità di trasformare rapidamente l’interesse industriale in un progetto concreto.

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