The Estée Lauder Companies accelera sul dossier Puig e prepara una possibile operazione da circa 5 miliardi di euro, con l’obiettivo di creare uno dei principali poli globali nel settore della cosmetica. Il Gruppo statunitense ha infatti incaricato JP Morgan di strutturare il pacchetto di finanziamento necessario a sostenere un’offerta pubblica di acquisto sulla società spagnola.
Secondo quanto riportato da fonti di mercato pubblicate dal quotidiano spagnolo Expansion, l’operazione prevederebbe una controprestazione mista tra contanti e azioni, con una componente cash stimata tra 3 e 3,5 miliardi di euro, a seconda del prezzo finale dell’offerta.
Estée Lauder-Puig, i dettagli dell’operazione
Il progetto industriale punta a unire sotto lo stesso perimetro marchi di primo piano del beauty internazionale. Da un lato, Estée Lauder con brand come Estée Lauder, Clinique, La Mer, M·A·C e Jo Malone London; dall’altro Puig, proprietaria di etichette come Rabanne, Carolina Herrera, Charlotte Tilbury, Jean Paul Gaultier, Nina Ricci e Byredo.
L’architettura dell’operazione potrebbe basarsi in larga parte su uno scambio azionario tra le famiglie fondatrici, grazie a sistemi di azioni a voto multiplo simili nelle due società. La famiglia Puig controlla infatti circa il 93% dei diritti di voto tramite azioni di classe A, mentre i Lauder detengono circa l’82% grazie ai titoli di classe B. In caso di accordo, i Puig entrerebbero quindi nel capitale di Estée Lauder con una quota significativa, affiancando gli attuali azionisti di riferimento.
Il nodo del finanziamento
Uno degli aspetti centrali resta la copertura della componente in contanti. La normativa impone infatti che l’offerente garantisca il 100% della parte cash, rendendo necessario assicurare fino a 3,5 miliardi di euro. A questo si aggiunge la necessità di rifinanziare circa 1.500 milioni di euro di debito lordo di Puig in caso di cambio di controllo.
Nel processo di finanziamento, oltre a JPMorgan, potrebbero essere coinvolti altri istituti già attivi con il Gruppo americano, tra cui Bank of America, Bnp Paribas, Citi e Mufg, mentre anche i finanziatori di Puig potrebbero partecipare alla nuova struttura del debito.
Le prospettive per la quotazione
Tra le opzioni valutate in fase preliminare c’era anche la possibilità di una quotazione in Spagna da parte di Estée Lauder, utile a ridurre la componente cash dell’operazione. Questa ipotesi, tuttavia, risulta al momento accantonata.
Nel caso in cui l’Opa venga completata, l’obiettivo sarebbe quello di far negoziare i titoli del nuovo gruppo sia su Bolsas y Mercados Españoles sia al New York Stock Exchange, creando una doppia quotazione internazionale.
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William P. Lauder, presidente del Consiglio di amministrazione di The Estée Lauder Companies© Photo by Noam Galai/Getty Images for Bcrf




