Erg cerca un alleato: A2A, Eni e Axpo alla finestra

Il Gruppo delle rinnovabili starebbe valutando aggregazioni industriali. Nessuna offerta ufficiale, ma il dossier sarebbe sul tavolo dei big dell’energia

Erg cerca un alleato: A2A, Eni e Axpo alla finestra© Shutterstock

Il riassetto di Erg potrebbe passare da un’alleanza industriale. Non ci sono offerte formalizzate né decisioni ufficiali, ma il dossier sarebbe al centro di riflessioni strategiche che coinvolgerebbero alcuni dei principali operatori energetici. A ricostruire lo scenario sono due articoli pubblicati rispettivamente dal Corriere della Sera e da Il Sole 24 Ore, che delineano un quadro in evoluzione attorno al gruppo genovese delle rinnovabili.

Al centro della partita ci sarebbe la dialettica tra i due soci della holding SQ Renewables, che controlla Erg: la famiglia Garrone, con il 51%, e il fondo australiano Ifm, con il 49%. Una convivenza che, secondo le ricostruzioni, sarebbe diventata più complessa negli ultimi anni, in un contesto di mercato meno favorevole per gli operatori pure green.

Erg, le ipotesi di aggregazione industriale

Secondo quanto riportato ieri dal Corriere della Sera, tra le opzioni allo studio ci sarebbe anche il coinvolgimento di un grande gruppo industriale, ipotesi che potrebbe portare a un’integrazione più ampia e, in prospettiva, anche a un cambio di controllo. Tra i nomi che circolerebbero figurano A2A ed Eni, attraverso la controllata Plenitude, mentre non si escluderebbe neppure l’interesse di operatori esteri.

Oggi, Il Sole 24 Ore ha richiamato invece l’attenzione sulla possibilità di un’aggregazione con un partner industriale e cita, oltre ad A2A, anche la svizzera Axpo tra i soggetti che guarderebbero con interesse agli asset del gruppo.

Gli scenari possibili

Nel perimetro delle ipotesi descritte dal Corriere si inserirebbe anche lo scenario di un’Opa, che potrebbe rappresentare uno strumento per riorganizzare l’assetto proprietario e favorire una nuova fase di sviluppo. Al momento, tuttavia, non risulterebbero iniziative concrete né offerte presentate al gruppo o ai suoi soci.

L’alternativa resterebbe quella di una partnership industriale senza un’immediata uscita dalla Borsa, con la creazione di una nuova entità in cui far confluire asset rinnovabili e competenze complementari. In questo contesto, A2A potrebbe rafforzare ulteriormente la propria presenza nel green, mentre Plenitude proseguirebbe nel percorso di crescita già delineato sul fronte della capacità rinnovabile e della base clienti. Axpo, dal canto suo, avrebbe indicato la volontà di accelerare sul fronte della produzione verde e delle tecnologie legate alla transizione.

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