Eni accelera nel secondo trimestre e rivede al rialzo parte degli obiettivi per il 2026. Il Gruppo guidato da Claudio Descalzi ha chiuso i tre mesi con un utile netto adjusted di 2,3 miliardi di euro, più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel semestre il risultato sale a circa 3,6 miliardi, in crescita del 43%.
Il mercato ha premiato i conti: il titolo ha chiuso in rialzo di oltre il 7% a Piazza Affari. A spingere non sono stati solo i prezzi di petrolio e gas, ma anche l’aumento della produzione, il controllo dei costi e il contributo dei business legati alla transizione. Eni ha così portato il piano di buyback da 2,8 a 3,4 miliardi.
Rarget 2026 più alti con la spinta della produzione
La parte più forte arriva dall’esplorazione e produzione. Nel trimestre la produzione di idrocarburi ha raggiunto 1,79 milioni di barili equivalenti al giorno, sostenuta dai nuovi progetti in Norvegia, Africa occidentale, Indonesia e Golfo del Messico. L’utile operativo adjusted della divisione è balzato a circa 4,8 miliardi, confermando il peso del portafoglio upstream nei risultati del gruppo.
«C’è una grande fame di energia», ha detto Descalzi, spiegando che Eni, con 54 nuovi progetti in 13-14 Paesi, “non è mai stata così forte”. Il manager ha insistito sulla diversificazione geografica e sulla necessità di essere presenti lungo tutta la catena del valore, non solo nella compravendita di energia.
Accanto al petrolio e al gas crescono anche i satelliti della transizione. Enilive e Plenitude hanno generato nel primo semestre 1,1 miliardi di Ebitda adjusted complessivo. Nel trimestre Enilive ha più che raddoppiato il risultato operativo adjusted a 290 milioni, mentre Plenitude è salita a 230 milioni, anche grazie all’espansione nelle rinnovabili.
Per il 2026 Eni prevede ora una crescita della produzione oil & gas intorno al 5%, rispetto al precedente intervallo del 3-4%. Confermato il dividendo a 1,1 euro per azione, mentre a ottobre il gruppo valuterà l’eventuale dividendo straordinario se prezzi di petrolio, gas e margini di raffinazione resteranno sopra determinate soglie.
© Riproduzione riservata
Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni© Shutterstock




