Edison nel mirino di F2i, Edf apre alla cessione di quote

Il colosso francese valuta l’ingresso di un socio di minoranza: sul tavolo l’ipotesi di una vendita parziale o di una quotazione

Accordo tra Edison, Edf ed Enea: oltre 50 miliardi di euro con i mini reattori nucleari© Shutterstock

La possibile cessione di una quota di Edison da parte della controllante Edf ha riacceso l’interesse degli operatori italiani. Se A2A si è sfilata – “non credo che sarà ceduta e non credo che per noi sia interessante detenere una quota di minoranza in Edison”, ha tagliato corto l’a.d. Renato Mazzoncini, il fondo F2i, partecipato da Cdp Equity e guidato da Renato Ravanelli, si starebbe muovendo in direzione opposta.

Edf, secondo quanto riportato in un articolo de la Repubblica, ha già incaricato degli advisor per esplorare due strade: da una parte la quotazione, dall’altra l’ingresso di un socio di minoranza. La decisione definitiva potrebbe arrivare entro fine anno, ma i tempi per la chiusura dell’operazione si preannunciano più lunghi. Il valore stimato dell’intero asset sarebbe tra i 7 e i 10 miliardi di euro, anche se il gruppo francese intenderebbe cedere solo una partecipazione di minoranza.

F2i guarda all’investimento in Edison

Il fondo infrastrutturale italiano non è nuovo al settore energetico. Anche dopo la cessione di 2i Rete Gas a Italgas, finalizzata in estate, F2i mantiene una posizione solida nel comparto, in particolare grazie a Sorgenia, attiva nella gestione dei clienti e delle infrastrutture.

C’è anche un elemento personale a rafforzare la posizione del fondo: Ravanelli conosce bene Edison, dove ha lavorato come direttore finanziario e poi presidente, e ha rapporti consolidati con il management di Edf. Inoltre, un eventuale ingresso di F2i nel capitale potrebbe alleggerire le tensioni politiche grazie alla sua italianità, fattore da non trascurare in un’operazione di questo tipo.

L’acquisizione di una quota in Edison, si evidenzia sul quotidiano, offrirebbe anche un accesso diretto al settore idroelettrico, un ambito in cui le gare per il rinnovo delle concessioni sembrano ancora lontane. Per F2i, dunque, si aprirebbe una finestra strategica su uno degli asset più rilevanti della transizione energetica.

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