EasyJet respinge l’Opa da 6,3 miliardi di dollari: dice di no a Castlelake

EasyJet nel mirino dell’Antitrust: istruttoria sui costi dei bagagli a mano© Shutterstock

Il gruppo aereo britannico EasyJet ha respinto l’Opa presentata dal fondo d’investimento statunitense Castlelake, aprendo uno dei dossier più interessanti del settore dell’aviazione europea nel 2026. L’operazione, valutata circa 6,3 miliardi di dollari (4,74 miliardi di sterline), prevedeva un’offerta di 625 pence per azione, con un premio vicino al 60% rispetto al valore del titolo prima delle indiscrezioni sull’interesse del fondo americano.

Nonostante il significativo premio riconosciuto agli azionisti, il Consiglio di amministrazione del colosso low-cost ha respinto per la terza volta la proposta, giudicandola insufficiente rispetto al valore reale della compagnia e alle sue prospettive di crescita nel medio termine. Secondo il management, l’offerta arriva in un momento particolarmente favorevole per l’acquirente, mentre il titolo risente ancora delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, dell’aumento dei costi del carburante e dell’incertezza sui consumi.

Tutti i dettagli sull’operazione

Castlelake, che possiede già una quota del 2,14% della compagnia, ha deciso di rendere pubblica la proposta dopo il rifiuto ricevuto dal board, sostenendo che gli azionisti meritino la possibilità di valutarla direttamente. Il fondo, specializzato anche nel settore aeronautico, ha dichiarato di voler rafforzare la posizione competitiva di EasyJet e di essere pronto a rispettare le stringenti regole europee sulla proprietà delle compagnie aeree. Per questo motivo ha coinvolto figure del settore come l’ex amministratore delegato di Malaysia Airlines, Peter Bellew, e altri manager europei.

Restano tuttavia numerosi ostacoli. Le normative impongono infatti che le compagnie dell’Unione siano controllate in maggioranza da soggetti europei, un vincolo che rende particolarmente complessa qualsiasi acquisizione da parte di investitori extra Ue. Diversi analisti ritengono che proprio questi aspetti regolamentari rappresentino uno dei principali punti critici dell’operazione.

La vicenda si inserisce in un contesto di crescente consolidamento del trasporto aereo europeo. Non a caso, nelle scorse settimane anche Air France-Klm ha lasciato intendere che gli asset di EasyJet potrebbero risultare interessanti per il settore. Per il momento, però, la compagnia britannica ribadisce la fiducia nella propria strategia industriale e punta a superare il miliardo di sterline di utile ante imposte nei prossimi anni. Ora gli occhi sono puntati sul 26 giugno, data entro cui Castlelake dovrà decidere se formalizzare l’offerta o ritirarsi definitivamente dalla partita.

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