Il riassetto di Delfin slitta alla primavera del 2027. Il Tribunale del Lussemburgo ha concesso altri sei mesi per l’eventuale esercizio del diritto di prelazione sulle partecipazioni del 12,5% detenute da Leonardo Maria Del Vecchio, Clemente Del Vecchio e Rocco Basilico. I tre eredi dovranno quindi attendere fino a fine marzo prima di poter trasferire le quote nei rispettivi veicoli personali.
La decisione scioglie il nodo rimasto aperto nei giorni scorsi, quando Delfin aveva chiesto la proroga dopo la scadenza dei primi 90 giorni previsti dalla normativa lussemburghese. Leonardo Maria si era opposto alla richiesta, ma il giudice non ha accolto il ricorso. Lo stesso percorso era già stato seguito per Luca e Paola Del Vecchio.
Sei mesi in più per la prelazione
Fino alla nuova scadenza gli altri azionisti e, successivamente, la stessa Delfin potranno esercitare i diritti previsti sulle quote interessate dal trasferimento. Solo in assenza di interventi le partecipazioni potranno passare ai veicoli personali dei tre eredi.
Il rinvio ha un impatto soprattutto per Leonardo Maria, perché posticipa la possibilità di utilizzare la struttura societaria personale per facilitare l’accesso a nuovi finanziamenti. Sul fronte delle garanzie, secondo quanto riportato oggi dal Corriere della Sera, Leonardo Maria Del Vecchio ha dato in pegno a Indosuez le proprie azioni in Lmdv Capital a fronte di un finanziamento da 350 milioni di euro sottoscritto nel 2025. Anche Lmdv Media e Lmdv Hospitality risultano interamente in pegno a Bpm.
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Leonardo Maria Del Vecchio




