Delfin, per il riassetto spunta l’ipotesi Apollo

Le trattative con le banche richiederebbero più tempo del previsto. Leonardo Maria Del Vecchio valuterebbe fondi di private debt per rispettare le scadenze del riassetto

Delfin, per il riassetto spunta l'ipotesi ApolloLeonardo Maria Del Vecchio

Leonardo Maria Del Vecchio accelera sul riassetto di Delfin e valuta diverse strade per finanziare un’operazione da 11 miliardi di euro che gli consentirebbe di acquistare il 25% della holding dai fratelli Paola e Luca Del Vecchio, salendo così al 37,5% del capitale. L’obiettivo è arrivare a una soluzione in tempi rapidi mentre proseguono le interlocuzioni con il sistema bancario.

Le trattative con il pool di istituti di credito sono ancora in corso, ma la complessità dell’operazione e la necessità di ulteriori approfondimenti stanno allungando i tempi. Per questo motivo il presidente di Ray-Ban sta esaminando anche opzioni alternative che coinvolgono fondi specializzati nel credito e nelle operazioni di maggiore rischio.

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La prima ipotesi resta quella di un finanziamento bancario strutturato con il supporto di un consorzio guidato da UniCredit e Crédit Agricole, al quale partecipano anche altri istituti internazionali. Tuttavia restano da definire alcuni aspetti legati alle garanzie richieste e alla struttura complessiva dell’operazione.

I contatti con il fondo americano Apollo erano stati anticipati ieri da Il Sole 24 Ore e sono stati successivamente confermati da fonti vicine all’imprenditore, riportate anche da altri quotidiani. Parallelamente, secondo il Corriere della Sera, tra le opzioni valutate figura anche Ares, altro operatore internazionale specializzato nel credito.

L’urgenza è legata anche alle scadenze dell’operazione. L’intesa tra Leonardo Maria Del Vecchio e i fratelli Luca e Paola prevede infatti il closing entro il 27 giugno, data che coincide con il quarto anniversario della scomparsa del fondatore Leonardo Del Vecchio.

Le garanzie e il nodo delle partecipazioni

Uno degli aspetti più delicati riguarda le garanzie richieste dalle banche. Tra i temi sul tavolo c’è la valorizzazione delle partecipazioni detenute da Delfin, che controlla quote rilevanti in Generali, Mps e UniCredit. Le banche starebbero valutando forme di copertura aggiuntive rispetto alla sola quota che verrebbe acquisita dai fratelli Luca e Paola.

L’eventuale ricorso ai fondi avrebbe caratteristiche differenti rispetto al credito ordinario. Tra i vantaggi indicati vi sarebbero una maggiore flessibilità contrattuale e durate più lunghe dei prestiti. D’altro canto il costo del finanziamento sarebbe superiore rispetto al tasso ipotizzato dal pool bancario, indicato intorno al 5%.

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