Delfin, la proposta che divide gli eredi Del Vecchio

Rocco Basilico indica due vie per superare lo stallo nella holding di famiglia, mentre resta acceso il confronto con Leonardo Maria

Delfin, la proposta che divide gli eredi Del VecchioRocco Basilico© Photo by Dia Dipasupil/Getty Images for Tribeca Festival

Alla vigilia dell’assemblea degli azionisti di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, si riaccende lo scontro tra gli eredi sul futuro della società. A innescare il nuovo confronto è una lettera inviata da Rocco Basilico, che individua due possibili strade per superare la situazione di stallo che si è creata all’interno della cassaforte di famiglia.

Nella missiva, Basilico descrive un «clima di forte tensione», con rapporti deteriorati tra alcuni eredi e una fiducia incrinata nei confronti del consiglio di amministrazione. Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano la Repubblica, il figlio di Nicoletta Zampillo ritiene che i precedenti tentativi di riassetto abbiano aggravato la situazione anziché risolverla.

La prima ipotesi avanzata da Basilico prevede che Delfin riacquisti le quote dei soci intenzionati a uscire dalla holding, finanziando l’operazione attraverso la cessione delle partecipazioni finanziarie detenute in Monte dei Paschi di Siena, Generali e Unicredit, mantenendo invece la partecipazione in EssilorLuxottica.

L’alternativa consiste nel conservare integralmente la quota nella società dell’occhialeria e distribuire agli eredi parte o tutte le altre partecipazioni finanziarie, consentendo così a ciascun socio di gestirle autonomamente. Per determinare il valore della holding, Basilico propone di considerare le partecipazioni finanziarie ai prezzi di mercato e di applicare uno sconto del 25% alla quota detenuta in EssilorLuxottica.

La replica di Leonardo Maria Del Vecchio

La proposta ha trovato l’immediata opposizione di Leonardo Maria Del Vecchio, che ha ribadito come «Nessun erede Del Vecchio cederebbe mai l’azienda di famiglia a sconto».

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Leonardo Maria ha inoltre chiesto che Basilico non venga ammesso all’assemblea e che non possa esercitare il diritto di voto, contestando la titolarità delle quote. I legali di Basilico hanno replicato sostenendo che il loro assistito è regolarmente iscritto nel libro soci dal luglio 2022.

L’assemblea e il riassetto ancora bloccato

L’assemblea in programma in Lussemburgo non dovrebbe comunque risultare decisiva per il riassetto della holding. Come riportato da Il Giornale, resta infatti bloccata anche l’operazione che avrebbe dovuto consentire a Leonardo Maria Del Vecchio di acquisire le quote di Luca e Paola Del Vecchio, dopo le divisioni emerse nel consiglio di amministrazione sulla cosiddetta lettera di patronage richiesta dalle banche nell’ambito del finanziamento destinato al riassetto.

All’ordine del giorno figura anche la proposta di nominare tre commissari incaricati del controllo della contabilità e della supervisione finanziaria della holding, con un mandato fino al 2030 e un compenso annuo lordo di 200 mila euro ciascuno.

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