La nuova tappa del riassetto di Delfin passa dal Tribunale del Lussemburgo. Il giudice si pronuncerà il 29 settembre sulla richiesta della holding di ottenere altri sei mesi prima del trasferimento delle quote chiesto da Leonardo Maria Del Vecchio, Clemente Del Vecchio e Rocco Basilico, tutti titolari del 12,5%.
La richiesta dei tre soci risale all’assemblea del 30 giugno. Trascorsi i 90 giorni previsti dalla normativa lussemburghese, le partecipazioni potrebbero essere trasferite in veicoli personali, ma Delfin ha chiesto una proroga per lasciare più tempo agli altri soci per esercitare il diritto di prelazione e alla stessa holding per valutare il riscatto.
Tra i tre interessati, Leonardo Maria Del Vecchio è l’unico ad aver contestato il rinvio. Il trasferimento gli consentirebbe di disporre più rapidamente della partecipazione attraverso una holding personale e, soprattutto, di utilizzare le azioni del veicolo come garanzia per nuovi finanziamenti.
Delfin, il nodo finanziario dietro lo scontro sulla proroga
È questo il passaggio che rende la nuova udienza più rilevante. Secondo quanto riportato da la Repubblica, Leonardo Maria Del Vecchio ha quantificato in una nota ufficiale la propria esposizione finanziaria in 950 milioni di euro, circa 500 milioni dei quali nei confronti di Unicredit. Il suo family office, Lmdv Capital, avrebbe inoltre ottenuto 350 milioni da Indosuez a fronte di attività valutate circa 500 milioni.
La possibilità di trasferire il 12,5% fuori da Delfin avrebbe quindi un effetto diretto sulla capacità di reperire nuova liquidità, perché lo statuto della holding non consente di dare in pegno le azioni Delfin senza il consenso di tutti gli otto soci. Il precedente di Luca e Paola Del Vecchio, che hanno già completato il trasferimento delle rispettive partecipazioni nei loro veicoli personali, resta sullo sfondo. Anche in quel caso Delfin aveva chiesto più tempo per l’esercizio dei diritti degli altri azionisti.
Se il giudice accoglierà la proroga, Leonardo Maria Del Vecchio potrebbe dover attendere fino a marzo per completare il trasferimento. Se invece la richiesta verrà respinta, il percorso potrà accelerare già dopo la scadenza dei 90 giorni.
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