Cxmt accende la Borsa di Shanghai e diventa il nuovo simbolo della corsa cinese ai semiconduttori. Il produttore di memorie Dram ha chiuso il debutto con un rialzo del 466%, in una seduta segnata dall’entusiasmo degli investitori per tutto ciò che ruota intorno all’intelligenza artificiale.
L’Ipo ha permesso alla società di raccogliere circa 8,6 miliardi di dollari, una delle maggiori operazioni mai realizzate sul mercato cinese. La capitalizzazione ha superato i 480 miliardi di dollari, portando per alcune ore Cxmt tra le aziende di maggior valore del Paese.
La società, con sede a Hefei, nella provincia dell’Anhui, è il quarto produttore mondiale di Dram, memorie usate dagli smartphone ai server per l’AI. È un segmento cruciale, oggi dominato da Samsung, SK Hynix e Micron, ma diventato sempre più strategico per Pechino dopo l’inasprimento delle restrizioni americane sui semiconduttori avanzati.
Il successo dell’Ipo arriva mentre la domanda di chip di memoria cresce rapidamente per effetto dei data center e delle applicazioni di intelligenza artificiale. I capitali raccolti serviranno ad aumentare la capacità produttiva e ad accelerare la ricerca sui componenti più avanzati.
L’autonomia cinese nei semiconduttori
Per la Cina, il debutto di Cxmt rappresenta un passaggio nella costruzione di una filiera tecnologica meno dipendente dai fornitori stranieri, in un mercato sempre più diviso tra blocchi industriali e geopolitici.
L’azienda resta più piccola dei grandi concorrenti internazionali e ancora indietro sulle tecnologie di memoria più avanzate. Ma la scarsità di chip Dram e la domanda legata all’AI stanno allargando lo spazio per nuovi fornitori. Anche Apple starebbe valutando chip Cxmt per dispositivi destinati al mercato cinese.
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