A partire dal 1° gennaio 2026 il quadro normativo italiano ed europeo sulle criptovalute subirà una trasformazione profonda che coinvolge milioni di investitori, risparmiatori e operatori del settore. Quello che fino a oggi era un mercato relativamente ‘nascosto’ e poco integrato nei sistemi di controllo, si avvia verso una fase di piena trasparenza fiscale e di vigilanza pubblica.
Tutte le novità da conoscere
La principale novità sulle criptovalute nel 2026 riguarda l’abbattimento dell’anonimato. Bitcoin e altri asset digitali saranno trattati, dal punto di vista informativo, quasi come un conto corrente bancario. Grazie all’adesione dell’Italia e di altri Paesi al Carf, il Crypto-Asset Reporting Framework dell’Ocse, le transazioni in criptovalute saranno raccoglibili, tracciabili e condivise tra amministrazioni fiscali su base automatica. Questo sistema si basa anche sulla direttiva europea DAC8, che impone agli intermediari di identificare fiscalmente gli utenti e comunicare saldi e movimenti alle autorità nazionali.
Parallelamente, entra in vigore il regolamento europeo MiCA, che fissa requisiti stringenti per i fornitori di servizi cripto, i Crypto-Asset Service Provider. Ciò significa che exchange, wallet provider e altri operatori dovranno adeguarsi a standard di autorizzazione, controllo e cooperazione più rigorosi.
Criptovalute, come cambia il regime fiscale
Oltre alla trasparenza e al controllo, un altro elemento di rilievo è la nuova disciplina fiscale. Attualmente, in Italia le plusvalenze da cripto-attività sono tassate con un’imposta sostitutiva del 26% e un’esenzione fino a duemila euro. Dal 2026, l’aliquota sulle plusvalenze dovrebbe aumentare al 33%, eliminando la franchigia precedente. Resterebbe invece al 26% la tassazione per alcune stablecoin denominate in euro, creando una distinzione tra asset più stabili e quelli più volatili come Bitcoin ed Ethereum.
Queste novità segnano un punto di svolta per chi investe in criptovalute. Si punta a una maggiore trasparenza, un sistema di controllo fiscale più robusto e a un’imposizione tributaria più severa. Investitori e operatori dovranno adeguarsi in tempo alle nuove regole per evitare problemi di conformità e sfruttare al meglio l’evoluzione delle normative.
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