Crédit Agricole consolida la propria posizione in Italia, confermandola come secondo mercato domestico e asse portante della strategia del gruppo francese. Al 30 settembre 2025, l’utile netto aggregato nel Paese ha raggiunto 1,188 miliardi di euro, di cui 693 milioni generati da Crédit Agricole Italia, in aumento del 5% su base annua.
L’attività commerciale del gruppo si mantiene dinamica, con finanziamenti all’economia per circa 101 miliardi di euro e una raccolta totale che tocca i 344 miliardi. In crescita anche gli impieghi netti verso la clientela (+2%) e la raccolta diretta (+2%), mentre il comparto imprese mostra un incremento del 4%.
I proventi complessivi in Italia superano i 2,3 miliardi, trainati dalle commissioni sui servizi d’investimento (+10% annuo), e i costi operativi restano sotto controllo, con un cost/income del 49,8%.
Cresce la base clienti e l’offerta digitale
Nel nostro Paese, il gruppo ha acquisito 155 mila nuovi clienti nei primi nove mesi dell’anno, con una crescita del 10% rispetto al 2024. La componente digitale si conferma fondamentale: l’87% dei clienti è digitalizzato, e oltre il 92% delle transazioni avviene tramite canali digitali.
Nel comparto Wealth Management i collocamenti raggiungono 11 miliardi di euro (+11%), mentre il ramo assicurativo danni cresce del 9%. Positivi anche i risultati nei mutui residenziali: 3 miliardi di nuove erogazioni.
Nel 2025, Crédit Agricole Italia ha erogato oltre 3,2 miliardi di euro alle imprese, destinando più di 1 miliardo a iniziative Esg. Particolare attenzione al settore agroalimentare, con accordi come quello siglato con il Ministero dell’Agricoltura per un plafond da 3 miliardi dedicato agli investimenti nelle aziende agricole.
Attraverso il network Le Village by CA, attivo in cinque città italiane, sono state accelerate 204 startup e affiancate 115 aziende partner. È proseguito anche il sostegno al progetto Parma Climate Neutral 2030, alle attività di crowdfunding solidale e ai programmi di educazione finanziaria nelle scuole.
La smentita sulla cessione e il futuro con Banco Bpm
Al centro dell’attenzione rimane il rapporto strategico con Banco Bpm, di cui Crédit Agricole detiene una partecipazione del 20%, già autorizzata dalla Bce a salire al 25% e potenzialmente fino al 29,9% grazie alle nuove norme.
Durante la presentazione dei conti, la vice direttrice generale Clotilde L’Angevin ha escluso ogni ipotesi di dismissione: “Non è qualcosa che vogliamo fare”, ha chiarito riferendosi alla possibilità di vendere Crédit Agricole Italia in cambio di azioni Anima o Banco Bpm.
Secondo quanto riportato da un articolo del quotidiano Il Sole 24 Ore, la strategia resta focalizzata sul rafforzamento della partnership a lungo termine con Piazza Meda, mentre sul fronte UniCredit – con cui è aperta la partita per il rinnovo della partnership nel risparmio gestito – si registrano segnali di distensione.
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Hugues Brasseur, amministratore delegato di Crédit Agricole Italia e Senior Country Officer




