L’Opas da 30,6 miliardi di euro lanciata su Monte dei Paschi di Siena (Mps) è stata raccontata soprattutto come l’ultima mossa del risiko bancario italiano. Ma nelle parole di Carlo Messina emerge un obiettivo più ambizioso: utilizzare l’operazione per trasformare Intesa Sanpaolo in uno dei principali Gruppi europei nella gestione del risparmio.
Come già spiegato nei giorni precedenti, l’operazione coinvolge anche Mediobanca e la sua partecipazione in Generali. La vera portata del progetto, però, si misura nei numeri che Intesa immagina di raggiungere nei prossimi anni. Già al completamento dell’operazione, il Gruppo arriverebbe a circa 1.700 miliardi di attività alla clientela. Il traguardo indicato dal management è però ancora più ambizioso: raggiungere 2.000 miliardi entro il 2029.
L’obiettivo non riguarda soltanto le dimensioni bancarie tradizionali. Il cuore del progetto è il risparmio gestito, un settore nel quale Intesa occupa già una posizione di primo piano grazie alle attività assicurative, ai fondi d’investimento e alle reti di consulenza finanziaria.
L’integrazione di Mps e Mediobanca consentirebbe di ampliare ulteriormente questa presenza. Nel perimetro entrerebbero infatti anche le reti di Mediobanca Premier e Widiba, che andrebbero ad affiancarsi a Fideuram. Complessivamente il Gruppo arriverebbe a sfiorare quota 10 mila consulenti finanziari, una dimensione che permetterebbe di distanziare i principali concorrenti sul mercato italiano.
L’operazione rafforzerebbe inoltre il presidio nei fondi comuni, nelle polizze assicurative e nei servizi dedicati alla clientela più patrimonializzata, segmenti considerati sempre più strategici per la redditività delle banche.
Il progetto europeo
L’ambizione di Intesa Sanpaolo non si limita al mercato domestico. Secondo il piano illustrato dal management, l’integrazione con Mps e Mediobanca permetterebbe di creare un gruppo con una capitalizzazione potenziale di circa 126 miliardi di euro. Sul fronte dei risultati economici, l’obiettivo indicato è arrivare a 16 miliardi di utile netto, una soglia che collocherebbe il gruppo tra i principali protagonisti del panorama bancario europeo.
Diverse analisi pubblicate nelle ultime ore sottolineano come l’operazione venga letta anche come un tentativo di rafforzare il peso di Intesa nel consolidamento continentale, affiancando i grandi gruppi che dominano il settore a livello europeo.
Per questo motivo l’operazione non può essere letta soltanto come una sfida tra banche italiane. Nelle dichiarazioni rilasciate dopo il lancio dell’offerta, Messina ha più volte collegato l’acquisizione di Mps a una strategia di crescita nel risparmio gestito e nella protezione del patrimonio delle famiglie.
In quest’ottica, il Monte rappresenta una tappa di un progetto più ampio che comprende Mediobanca, le attività di consulenza finanziaria e la presenza in settori ad alto valore aggiunto. L’esito dell’Opas resta ancora da definire. Ma il disegno industriale che Intesa ha messo sul tavolo appare già chiaro: utilizzare il consolidamento domestico per costruire un gruppo capace di competere su scala europea nella gestione del risparmio e degli investimenti.
© Riproduzione riservata
Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo© Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images




