Corrado Passera in pole per la presidenza di Mps

Secondo quanto riportato dal quotidiano la Repubblica, i soci forti puntano su un profilo di garanzia per guidare il Gruppo in una fase delicata tra nuovi equilibri e vigilanza Bce

Mps, Corrado Passera in pole per il vertice© Photo by Emanuele Cremaschi/Getty Images

Ore decisive in casa Mps per definire la lista del nuovo Consiglio di amministrazione, che dovrà essere approvata martedì 3 marzo. I nomi emersi nelle ultime ore delineano la strategia dei soci forti Delfin e Caltagirone, orientati a confermare l’amministratore delegato Luigi Lovaglio, affiancandogli però figure di peso ed esperienza.

Tra i profili che circolano spicca quello di Corrado Passera, insieme all’ex Unicredit Carlo Vivaldi e all’a.d. di Acea Fabrizio Palermo, tutti considerati papabili per un ruolo di vertice nel futuro assetto senese. Ma è soprattutto l’ex numero uno di Poste e Intesa Sanpaolo, già ministro dello Sviluppo economico e fondatore di Illimity, a emergere come possibile figura di garanzia per la presidenza.

Passera in pole per la presidenza Mps

Secondo quanto riportato oggi dal quotoidiano la Repubblica, il banchiere comasco avrebbe le caratteristiche per ambire alla guida del board, in una fase definita delicata per il nuovo polo bancario. Dalle interlocuzioni tra il comitato nomine e l’advisor Korn Ferry emergerebbe infatti un identikit preciso: un presidente dotato di autonomia e autorevolezza, capace di accompagnare la banca in un passaggio complesso.

Passera, che ha compiuto 71 anni, uno in più di Lovaglio, vanta un curriculum ampio e trasversale. Non sarebbe incline a un ruolo da semplice consigliere.

Nuovi equilibri tra soci e istituzioni

Il prossimo presidente dovrà muoversi in un contesto di rapporti complessi. I legami tra Lovaglio e l’attuale Cda, così come quelli con i soci forti – in particolare con Caltagirone – vengono descritti come poco lineari. Sullo sfondo pesa anche l’inchiesta aperta a Milano per presunta “azione di concerto”, che coinvolge Lovaglio, Caltagirone e il presidente di Delfin Francesco Milleri.

Restano poi da gestire le relazioni con la filiera finanziaria da integrare, che comprende marchi storici come Mediobanca e Generali. A Piazzetta Cuccia si profila l’uscita dalla Borsa dopo 70 anni, mentre sul fronte del Leone restano aperte le partite strategiche, con l’ad Philippe Donnet alla guida dal 2016 e i soci di peso impegnati da tempo in un confronto sulla governance.

Gli azionisti privati, pur mantenendo il massimo riserbo, potrebbero guardare con favore a una presidenza forte di Passera. In questi mesi difficili è stata apprezzata l’opera di mediazione di Nicola Maione, indicato nel 2017 dal Tesoro nel Cda. Per lui potrebbero aprirsi nuove prospettive, anche in una partecipata pubblica che rinnova i vertici in aprile.

Attualmente sia Maione sia Passera figurano nella lista lunga di 30 nomi, destinata a ridursi a 20. La decisione finale arriverà il 15 aprile, quando l’assemblea di Mps voterà i singoli candidati secondo le nuove regole della Legge capitali.

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