Commerzbank taglia altri 3.000 posti e attacca UniCredit: “Piano vago e rischioso”

Unicredit-Commerzbank, la partita si avvicina al traguardo© Shutterstock

Commerzbank prepara una nuova ristrutturazione interna con tagli pari a circa 3.000 posti di lavoro a livello di gruppo, mentre alza lo scontro con UniCredit sul futuro dell’istituto tedesco. La banca di Francoforte ha definito “vago” il piano presentato da Andrea Orcel, sostenendo che l’operazione comporterebbe “notevoli rischi di esecuzione” e potrebbe compromettere il potenziale di crescita autonomo della banca tedesca.

L’annuncio arriva contestualmente alla pubblicazione dei risultati trimestrali, superiori alle attese degli analisti. Nel primo trimestre 2026, Commerzbank ha registrato un utile operativo record di 1,4 miliardi di euro, in crescita dell’11%, mentre l’utile netto è salito del 9% a 913 milioni di euro. La banca ha inoltre rivisto al rialzo i propri obiettivi finanziari fino al 2030.

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Secondo il nuovo piano industriale di Commerzbank, i ricavi dovrebbero raggiungere 15 miliardi di euro entro il 2028 e salire fino a 16,8 miliardi nel 2030. L’utile netto è atteso a 4,6 miliardi nel 2028 e a 5,9 miliardi entro fine decennio. La banca punta inoltre a mantenere un payout ratio del 100% fino al raggiungimento di un coefficiente CET1 del 13,5%.

Parallelamente, Commerzbank prevede di investire circa 600 milioni di euro tra il 2026 e il 2030 nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e nell’automazione dei processi interni. L’obiettivo è aumentare efficienza e produttività in un settore bancario europeo sempre più competitivo e digitalizzato. Parte dei tagli annunciati sarà compensata da nuove assunzioni in aree considerate strategiche e ad alta crescita.

Le criticità con UniCredit

La posizione della banca tedesca nei confronti di UniCredit appare però sempre più dura. L’amministratrice delegata Bettina Orlopp ha sostenuto che le sinergie indicate dalla banca italiana sarebbero “non realistiche” e basate su ipotesi troppo aggressive. Secondo le stime di Commerzbank, il piano di integrazione potrebbe richiedere investimenti superiori a 4 miliardi di euro e comportare migliaia di ulteriori esuberi.

Nonostante le critiche, Commerzbank ha precisato di restare aperta a un dialogo con l’istituto italiano, ma solo in presenza di un’offerta economicamente più vantaggiosa e di un progetto industriale considerato credibile e sostenibile nel lungo periodo.

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