La scalata di Unicredit a Commerzbank entra in una nuova fase. Dopo il rafforzamento della posizione dell’istituto guidato da Andrea Orcel nell’offerta pubblica di scambio sulla banca tedesca, il fronte di Francoforte passa al ‘contrattacco’ e porta il caso all’attenzione della BaFin, l’autorità di vigilanza finanziaria tedesca.
Secondo una comunicazione interna attribuita ai vertici di Commerzbank, una parte significativa delle azioni conferite all’Ops potrebbe provenire da operatori di mercato che sono contemporaneamente controparti di Unicredit nei contratti derivati utilizzati nell’operazione. Per questo motivo la banca tedesca ha fatto sapere di stare analizzando la situazione e di mantenere contatti con la vigilanza tedesca.
I dubbi riguardano in particolare il forte aumento delle adesioni all’offerta registrato negli ultimi giorni. A Francoforte viene considerato anomalo che una quota rilevante di azionisti abbia aderito all’Ops con anticipo, nonostante il valore di mercato del titolo continui a essere osservato con attenzione dagli investitori. Da qui il sospetto che alcune delle azioni conferite possano essere riconducibili a soggetti coinvolti anche nei contratti derivati stipulati con Unicredit.
Da Piazza Gae Aulenti la replica è stata netta. La banca italiana non entra nel merito delle accuse e liquida le ricostruzioni come “insinuazioni prive di fondamento”.
I prossimi passaggi
La partita resta comunque aperta sul piano regolamentare. Come riportato oggi dal Corriere della Sera, al termine dell’offerta dovranno essere comunicati i risultati definitivi e successivamente scatterà il periodo supplementare previsto dalla normativa tedesca, con chiusura fissata al 3 luglio.
La posizione raggiunta da Unicredit resta il punto di partenza del confronto. L’istituto ha infatti superato la soglia del 30% che si era prefissato come obiettivo iniziale e dispone di una partecipazione che, considerando anche i derivati, supera potenzialmente il 50% del capitale di Commerzbank.
Per trasformare questa posizione in un controllo pienamente esercitabile saranno però necessari i passaggi autorizzativi previsti dalle autorità competenti.
Nel dibattito è intervenuto anche il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, che ha espresso una posizione favorevole al consolidamento bancario europeo. Patuelli ha osservato che in Germania non esistono disposizioni che vietino l’acquisizione da parte di Unicredit e ha sottolineato come il sistema bancario italiano sia già caratterizzato da una forte presenza di capitale estero.
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