Coin: ok degli azionisti al risanamento, migliorano gli indicatori economici

Coin archivia il 2025 in perdita, previste tre chiusure© Shutterstock

Il gruppo Coin, storico operatore italiano dei grandi magazzini dedicati alla moda e alla casa, prosegue il proprio percorso di risanamento finanziario avviato negli ultimi anni. Dopo una fase particolarmente critica, gli azionisti hanno confermato il sostegno al piano industriale, mentre i primi segnali economici indicano un miglioramento della redditività e dell’andamento operativo. La strategia mira a rilanciare l’azienda attraverso nuovi investimenti, partnership internazionali e una profonda trasformazione del modello di business.

Un gruppo storico del retail italiano

Fondato nel 1916 dall’imprenditore Vittorio Coin, il gruppo è cresciuto nel corso del Novecento fino a diventare uno dei principali operatori italiani nel settore dei department store, con una rete di negozi dedicati all’abbigliamento, agli accessori, alla profumeria e agli articoli per la casa.

Nel tempo, ha sviluppato diversi marchi e insegne commerciali, tra cui Coin, Coin Excelsior e Coincasa, posizionandosi come punto di riferimento nel segmento medio-alto del retail urbano. Tuttavia, negli ultimi anni il gruppo ha dovuto affrontare una crisi significativa, dovuta alla trasformazione del mercato della distribuzione, alla crescita dell’e-commerce e alla diminuzione degli ingressi nei punti vendita fisici.

Il piano di risanamento e il ruolo degli azionisti

Il rilancio di Coin si basa su un piano di risanamento industriale sostenuto dalla compagine azionaria e monitorato anche dalle istituzioni. Durante un recente tavolo di confronto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la società ha confermato che la fase di “messa in sicurezza” dell’azienda è stata completata e che ora il focus è sull’attuazione del piano industriale.

Nei primi mesi della nuova gestione, l’azienda ha registrato segnali incoraggianti: miglioramento della redditività operativa; incremento dei visitatori nei negozi, soprattutto nel quarto trimestre del 2025, e maggiore efficienza grazie alla riduzione dei costi operativi e alla revisione del mix di marchi presenti nei punti vendita. Questi indicatori suggeriscono che le misure adottate — tra cui l’ottimizzazione dell’offerta commerciale e il contenimento dei costi — stanno iniziando a produrre effetti concreti sul piano economico.

Coin, nuovi investimenti e aumento di capitale

Per sostenere il percorso di rilancio, gli azionisti hanno ribadito la disponibilità a valutare nel 2026 un nuovo apporto di capitale. Le risorse saranno destinate principalmente a due ambiti strategici: investimenti nella rete dei negozi e accelerazione della trasformazione digitale dell’azienda.

Questo intervento finanziario si inserisce nel solco dell’aumento di capitale realizzato nel 2025, che ha consentito al gruppo di rafforzare la propria struttura finanziaria e garantire continuità operativa durante la fase più difficile della crisi.

Parallelamente, la società sta lavorando alla definizione di partnership commerciali con gruppi internazionali del settore retail e moda, con l’obiettivo di rinnovare l’offerta dei punti vendita e sviluppare nuovi format espositivi.

La sfida del retail tra chiusure e rilancio

Nonostante i segnali di miglioramento, la situazione del gruppo resta complessa. Il calo degli ingressi nei negozi e le difficoltà del mercato hanno infatti pesato sui risultati economici degli ultimi esercizi. Nel 2025, per esempio, il gruppo ha registrato una perdita a livello di margine operativo lordo pari a circa 35 milioni di euro, mentre le vendite sono risultate inferiori a quelle dell’anno precedente.

In questo contesto, il piano industriale prevede anche una razionalizzazione della rete commerciale. Alcuni punti vendita storici – tra cui quelli di Roma, Milano e Verona – sono destinati alla chiusura, anche a causa di sfratti o di condizioni economiche non più sostenibili.

La riorganizzazione della rete rappresenta una delle leve principali per il rilancio del gruppo: l’obiettivo è concentrare gli investimenti sui negozi più strategici e ripensare il ruolo dei grandi magazzini nel contesto della distribuzione contemporanea.

Occupazione e confronto con le istituzioni

Uno dei temi più delicati del processo di ristrutturazione riguarda l’impatto occupazionale. Il gruppo Coin coinvolge oltre mille lavoratori nella rete di vendita e nei servizi collegati.  L’azienda ha dichiarato l’intenzione di evitare licenziamenti collettivi e di utilizzare strumenti di ammortizzazione sociale nei casi di riorganizzazione o chiusura dei punti vendita. Allo stesso tempo ha ribadito la volontà di mantenere una presenza significativa nei territori storici, in particolare nelle sedi venete di Verona e Mestre.

Il confronto con le organizzazioni sindacali e con il Mimit proseguirà nei prossimi mesi, con l’obiettivo di monitorare l’evoluzione del piano di rilancio e individuare soluzioni condivise per la tutela dell’occupazione.

Un futuro tra trasformazione digitale e nuovi modelli di consumo

Il caso Coin riflette una trasformazione più ampia che coinvolge l’intero settore dei department store in Europa. L’aumento della concorrenza online, il cambiamento delle abitudini di consumo e i costi crescenti delle location urbane hanno messo sotto pressione molti operatori tradizionali della distribuzione.

Per affrontare queste sfide, il gruppo punta a ripensare l’esperienza di acquisto nei negozi fisici, integrando sempre più canali digitali, servizi personalizzati e partnership con brand internazionali. Il successo del piano dipenderà proprio dalla capacità di adattarsi a questo nuovo scenario, trasformando i grandi magazzini da semplici luoghi di vendita a spazi esperienziali e multifunzionali.

Il percorso di risanamento di Coin rappresenta una fase cruciale nella storia di uno dei marchi più longevi del retail italiano. Dopo anni difficili, i primi miglioramenti degli indicatori economici indicano che la strategia avviata dalla nuova gestione potrebbe iniziare a produrre risultati.

Il sostegno degli azionisti, i nuovi investimenti previsti e le partnership internazionali saranno elementi decisivi per consolidare il rilancio dell’azienda. Tuttavia, il futuro del Gruppo dipenderà anche dalla capacità di affrontare le trasformazioni profonde che stanno ridefinendo il settore della distribuzione e del commercio al dettaglio.

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