Cinven accelera su Burger King Italia con un’offerta da circa 300 milioni di euro per rilevare l’attività nel nostro Paese dal gruppo belga Kharis Capital. L’operazione si inserisce in un piano più ampio: costruire un grande polo della ristorazione veloce nell’Europa meridionale.
Secondo quanto riportato dalla testata spagnola Expansion, il fondo britannico di private equity – che gestisce oltre 50 miliardi di masse – è in trattativa avanzata per acquisire i 300 ristoranti Burger King presenti in Italia, di cui 100 diretti e 200 in franchising, e integrarli in Restaurant Brands Europe (Rbe).
Cinven e il progetto su Burger King Italia
Cinven controlla dal 2021 il 70% di Rbe, società allora valutata circa 1,2 miliardi, che gestisce le attività di Burger King, Popeyes e Tim Horton’s in Spagna e Portogallo. Il restante 10% è detenuto da Restaurant Brands International (Rbi), gruppo canadese della ristorazione con una capitalizzazione di 33 miliardi di dollari, quotato a Toronto e a Wall Street. Il 20% fa capo al presidente Gregorio Jiménez.
Attraverso l’integrazione dell’Italia in Rbe, Cinven punta a un doppio obiettivo: da un lato riunire sotto un’unica piattaforma anche le attività italiane – dove il gruppo gestisce già 20 ristoranti Popeyes – dall’altro creare una catena da quasi 2 mila ristoranti, che diventerebbe la più grande dell’Europa meridionale.
L’operazione avrebbe già ricevuto l’ok della capogruppo Restaurant Brands International, che mantiene un diritto di veto sulle operazioni strategiche.
Focus sul mercato italiano
Il mercato italiano rappresenta un tassello strategico. Rispetto alla Spagna, infatti, la presenza di Burger King è meno sviluppata. Il marchio, fondato a Miami nel 1954 e arrivato in Italia nel 1999, ha accelerato la crescita soprattutto nell’ultimo decennio.
I numeri mostrano un’espansione costante: dai 65 ristoranti nel 2010 si è passati a 150 nel 2016, a 232 nel 2022 fino ai 293 dello scorso anno. Secondo Cinven, l’Italia – con circa 60 milioni di abitanti – risulta sotto-penetrata rispetto alla Spagna, che conta circa 50 milioni di abitanti, e offre quindi un significativo potenziale di crescita.
L’obiettivo finale sarebbe valorizzare il Gruppo risultante anche in vista di una futura cessione, in un contesto in cui il settore dei fast food continua ad attirare l’interesse dei grandi fondi internazionali.
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