Cimbri porta Unipol a Bruxelles: “Servono nuove regole Ue”

Il presidente del gruppo bolognese spinge per una presenza diretta nel cuore delle istituzioni europee. Sotto accusa le attuali regole su assicurazioni e risparmio

Cimbri porta Unipol a Bruxelles: “Servono nuove regole Ue”L'headquarter di Unipol a Milano

Unipol ha inaugurato una nuova sede di rappresentanza a Bruxelles, con l’obiettivo di essere presente nei luoghi dove si decidono le regole che influenzano il futuro del settore assicurativo. Un passo strategico che, come ha spiegato il presidente del gruppo Carlo Cimbri, nasce dall’esigenza di seguire da vicino l’iter delle normative europee che riguardano il nostro settore.

Cimbri ha chiarito che molte delle regole che impattano sul mondo delle assicurazioni hanno origine proprio nell’Unione europea, citando ad esempio la Solvency II, che disciplina le partecipazioni delle compagnie nelle banche. Per questo, ha detto, è necessario essere presenti, per capire in anticipo come si orientano le normative.

La nuova sede Unipol si trova in Rue Marnix 23, a breve distanza dal Parlamento europeo. È il secondo ufficio estero dopo quello serbo di Novi Sad. L’apertura è stata accompagnata dal convegno Il contributo delle assicurazioni alla competitività europea, con la partecipazione delle vicepresidenti del Parlamento Ue Pina Picierno e Antonella Sberna.

Unipol chiede regole europee più eque per competere

Secondo Cimbri, per stimolare lo sviluppo dell’Europa serve un sistema normativo più coerente ed equo, capace di superare le attuali barriere tra i 27 Paesi e di attrarre capitali privati verso innovazione e infrastrutture. Il settore assicurativo gestisce 9.600 miliardi di euro, di cui il 70% in asset europei, ma secondo Unipol è ancora frenato da regole disomogenee e asimmetrie regolamentari che lo penalizzano rispetto al settore bancario.

Unipol ha chiesto un quadro normativo che elimini le disparità regolamentari e favorisca la mobilitazione delle risorse private verso progetti strategici. Senza queste riforme, ha avvertito Cimbri, i bilanci pubblici non basteranno a colmare il divario con l’economia statunitense, che da dieci anni cresce a ritmi tripli rispetto a quelli europei.

Mercato unico, fusioni mancate e critica al danish compromise

Uno dei principali ostacoli, secondo il gruppo, è rappresentato dal cosiddetto danish compromise, che limita la presenza delle assicurazioni nel capitale delle banche. Un altro è la quota di capitale che le assicurazioni possono detenere negli istituti bancari secondo le attuali norme Solvency. Non è possibile andare avanti con il solo bilancio dell’Ue, serve attrarre capitali privati, ha sottolineato Cimbri.

Il presidente ha anche affrontato il tema del mercato unico del risparmio, definendolo non un tema, ma il tema, e ha criticato l’assenza di una visione che favorisca operazioni di rilievo tra banche e assicurazioni. Infine, Cimbri ha parlato anche del rapporto con Bper, di cui Unipol detiene il 19,9%: il derivato costruito sul 4,77% del capitale, ha spiegato, non è minacciato da operazioni speculative. Mentre ha definito difficile che la joint venture nell’asset management tra Generali e Natixis possa davvero competere con i grandi player globali. Nessuna intenzione, infine, di rientrare in Ania, da cui Unipol è uscita nel 2014.

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata