I rendimenti dei titoli di Stato tornano a salire sui mercati europei, in un clima caratterizzato dalla cautela degli investitori sui rischi per la crescita globale e dall’incertezza legata alle tensioni geopolitiche. Il movimento coinvolge anche i Btp italiani, con il rendimento del decennale che il 18 settembre è salito al 4,39%, cinque punti base in più rispetto alla seduta precedente.
L’aumento dei rendimenti si riflette anche sullo spread tra Btp e Bund. Il differenziale tra i titoli decennali italiani e tedeschi si è portato a 89 punti base, mentre il rendimento del Bund è salito al 3,50%. Il dato segnala una nuova fase di pressione sui mercati obbligazionari, dopo le oscillazioni registrate nei giorni precedenti.
Il confronto con i titoli di Stato europei
Il confronto con le altre principali economie dell’area euro evidenzia inoltre una situazione articolata. In Francia, lo spread tra il decennale francese e quello tedesco ha raggiunto 101 punti base, tornando sui livelli più elevati dal 2012. Il movimento riflette anche le preoccupazioni degli operatori sulla situazione dei conti pubblici francesi.
Per l’Italia, il rialzo del rendimento del decennale dei Btp ha implicazioni sia per gli investitori sia per il costo di finanziamento dello Stato. Quando i rendimenti richiesti dal mercato aumentano, infatti, le nuove emissioni di titoli possono diventare più onerose per il Tesoro. Allo stesso tempo, per chi possiede obbligazioni già emesse, un aumento dei rendimenti di mercato tende a tradursi in una diminuzione dei prezzi dei titoli sul mercato secondario, soprattutto per le scadenze più lunghe.
Il movimento dei bond si inserisce in un quadro internazionale ancora sensibile alle prospettive di inflazione, ai prezzi dell’energia e alle decisioni delle banche centrali. Nei giorni precedenti, i rendimenti dei titoli europei avevano raggiunto livelli elevati, mentre gli operatori continuavano a valutare il possibile percorso futuro dei tassi.
© Riproduzione riservata
© Shutterstock




