Il Bitcoin torna a correre e riconquista quota 72.000 dollari, segnando il massimo delle ultime tre settimane. A spingere la principale criptovaluta è soprattutto il miglioramento del contesto geopolitico, dopo l’annuncio di una tregua temporanea tra Stati Uniti e Iran.
Il prezzo della criptovaluta ha registrato un picco del +4,9% fino a 72.738 dollari, per poi stabilizzarsi intorno ai 71.600 dollari con un guadagno comunque significativo.
Il rally del Bitcoin
Il rally si inserisce in un più ampio movimento di recupero degli asset rischiosi, sostenuto dal sollievo dei mercati per l’allentamento delle tensioni in Medio Oriente. La tregua di due settimane tra Washington e Teheran ha infatti ridotto i timori di un’escalation militare, che nei giorni precedenti aveva pesato su borse e criptovalute. Anche altre valute digitali hanno beneficiato del clima più disteso: Ethereum ha guadagnato oltre il 7%, mentre altre criptovalute come XRP e Solana hanno registrato rialzi compresi tra il 5% e il 6%.
Il legame tra Bitcoin e scenario macroeconomico appare sempre più evidente. Solo pochi giorni fa, l’inasprimento delle tensioni tra Usa e Iran aveva provocato un calo della criptovaluta fino a circa 66.000 dollari, confermando la sensibilità del mercato crypto agli shock geopolitici.
Prospettive future
La recente risalita rappresenta quindi una reazione diretta al ritorno di una maggiore fiducia globale. Come sottolineano diversi analisti, il Bitcoin tende ormai a comportarsi come un asset “risk-on”, seguendo l’andamento dei mercati azionari e delle materie prime. Nonostante il recupero, la criptovaluta resta comunque lontana dai massimi storici superiori ai 120.000 dollari toccati nel 2025, segno di un mercato ancora volatile e fortemente influenzato da fattori esterni.
Guardando avanti, gli investitori continueranno a monitorare l’evoluzione della situazione geopolitica. La tregua tra Stati Uniti e Iran resta fragile e temporanea, e qualsiasi nuova escalation potrebbe invertire rapidamente il trend positivo.
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