Nella giornata di lunedì 2 febbraio il titolo di Bff Bank è crollato a Piazza Affari, chiudendo la seduta con una flessione di oltre il 44%, dopo l’annuncio di un piano straordinario di riduzione del rischio e il contemporaneo cambio ai vertici. Una doppia mossa che ha colto di sorpresa il mercato e ha riportato la capitalizzazione dell’istituto su livelli che non si vedevano da anni.
Alla base del tracollo c’è un’operazione di de-risking del portafoglio di factoring, incentrato sui crediti verso la Pubblica Amministrazione, che comporta accantonamenti e rettifiche complessive per circa 95 milioni di euro. Una scelta prudenziale che incide in modo rilevante sui conti del 2025 e porta la banca a rivedere al ribasso anche le prospettive per il biennio successivo.
Il Consiglio di amministrazione ha deliberato interventi straordinari per circa 72 milioni legati a sentenze legali sfavorevoli su crediti verso il settore pubblico italiano, in vista di una possibile cartolarizzazione. A questi si aggiungono 22,4 milioni connessi a una revisione più conservativa dei tempi di incasso degli interessi di mora, oltre a un aggiustamento del patrimonio netto 2024 pari a 14 milioni per la revisione di precedenti incassi.
Nel complesso, le rettifiche determinano un impatto negativo di 95 milioni sull’utile pretasse del 2025. La banca ha chiarito che si tratta del risultato di una revisione interna e non di richieste da parte dell’autorità di vigilanza.
Target 2025-2026 rivisti al ribasso
Le operazioni di pulizia del bilancio si riflettono sulle stime di redditività. Per il 2025, l’utile netto rettificato è ora atteso a 150 milioni di euro, con una crescita del 5%, mentre l’utile contabile si fermerebbe a 70 milioni includendo gli effetti straordinari.
Più marcata la revisione per il 2026, con l’utile netto rettificato che scende da 240 a 160 milioni, l’utile per azione ridotto da 1,3 a 0,8 euro, il cost-income ratio stimato sotto il 50% anziché sotto il 40% e il Return on Tangible Equity corretto dal 40% al 24%.
Cambio al vertice e nuova fase strategica
In parallelo al piano di de-risking, Massimiliano Belingheri ha rimesso le deleghe da amministratore delegato dopo oltre dieci anni alla guida della banca. Belingheri resta nel Consiglio di amministrazione come consigliere non esecutivo e mantiene una partecipazione pari a circa il 6% del capitale.
Il consiglio ha nominato Giuseppe Sica direttore generale, attribuendogli tutte le deleghe operative. Il nuovo vertice ha rassicurato il mercato sulla solidità strutturale del business, sottolineando una buona crescita dei volumi in diverse aree geografiche e spiegando che le misure adottate mirano a rendere la profittabilità futura più prevedibile. Il nuovo piano strategico sarà presentato nella seconda metà del 2026, quando potranno emergere i benefici delle azioni di riduzione del rischio avviate sul portafoglio.
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La sede di Bff a Milano, zona Portello




