Bending Spoons raccoglie 710 milioni: ora vale 11 miliardi di dollari

Con un round guidato da T. Rowe Price e un finanziamento da 2,8 miliardi, l’azienda milanese punta su AI, acquisizioni e innovazione

Bending Spoons guarda a Wall Street: maxi Ipo nel 2026La sede di Bending Spoons in Via Nino Bonnet a Milano © Simone Furiosi

A dieci anni dalla nascita, Bending Spoons raccoglie il frutto di un percorso fatto di crescita, acquisizioni e innovazione. La tech company milanese ha annunciato un nuovo round di investimento in equity da 710 milioni di dollari, che porta la sua valutazione pre-money a 11 miliardi di dollari. Un traguardo che la posizionerebbe tra le principali società tecnologiche europee.

Il round è stato guidato da T. Rowe Price Investment Management, con la partecipazione di Baillie Gifford, Cox Enterprises, Durable Capital Partners, Fidelity Management & Research Company, Foxhaven Asset Management e Radcliff.

Ai 710 milioni si aggiunge un maxi-finanziamento da 2,8 miliardi di dollari, appena concluso con un pool di banche internazionali. Parte di queste risorse sarà destinata a finanziare due operazioni strategiche: l’acquisizione di Aol da Yahoo e quella di Vimeo, per un valore di circa 1,38 miliardi di dollari. Per Vimeo, l’operazione prevede anche il delisting dal Nasdaq.

Il round si compone di 270 milioni di dollari di capitale primario – raccolti direttamente da Bending Spoons- e 440 milioni di dollari di capitale secondario, relativi a scambi tra azionisti esistenti. Secondo quanto dichiarato dal Ceo Luca Ferrari, si tratta di “un importante riconoscimento per quanto abbiamo realizzato finora. Siamo ancora all’inizio del nostro percorso e abbiamo piani ambiziosi per continuare a investire e crescere”.

Tamburi Investment Partners realizza una plusvalenza

La nuova valutazione ha avuto riflessi anche su Tamburi Investment Partners, che detiene il 3,3% di Bending Spoons. La partecipazione ora vale circa 300 milioni di euro, quasi un quinto della capitalizzazione di Tip. Il gruppo guidato da Giovanni Tamburi ha venduto una piccola quota – lo 0,2% – incassando 27 milioni di euro e realizzando una plusvalenza superiore a 25 milioni. In una nota, TIP ha definito la cessione un’operazione simbolica, utile a dimostrare ai propri stakeholder il valore creato in un’ottica di lungo termine.

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