La Bce, la Banca centrale europea, ha deciso di lasciare i tassi sui depositi invariati al 2%: sceglie la linea della prudenza come la Fed, la Federal Reserve statunitense, che però opta per un taglio di 25 punti base.
A livello europeo, il tasso sui rifinanziamenti principali resta al 2,15%, quello sui prestiti marginali al 2,4%. L’economia dell’area Euro “ha continuato a crescere malgrado il difficile contesto mondiale”, tuttavia “le prospettive sono ancora incerte, soprattutto a causa delle attuali controversie commerciali e tensioni geopolitiche a livello mondiale”, fa sapere l’istituto bancario nel suo comunicato di politica monetaria.
Perché Bce e Fed puntano alla prudenza
La crescita pari allo 0,2% nel terzo trimestre “è un po’ più delle attese, non mi lamenterei troppo della crescita in questo momento”, ha dichiarato la presidente della Bce, Christine Lagarde, facendo riferimento alle tensioni commerciali a livello internazionale e la conseguente incertezza. Infatti, gli effetti dei dazi Usa non si potranno vedere a breve, ma si dovrà attendere un po’.
Nel frattempo gli Stati Uniti scelgono di ridurre i tassi dello 0,25%. La Fed ha portato, così, il range di riferimento fra il 3,75% e il 4%. Questo vuol dire che la banca centrale statunitense procede con estrema prudenza sul percorso di allentamento monetario, visto che l’inflazione “rimane piuttosto elevata” e “l’incertezza sulle prospettive economiche resta alta”.
La decisione del Fomc, il comitato di politica monetaria della Fed, non è stata unanime. Stephen Miran, nuovo membro nominato da Donald Trump, ha votato contro chiedendo un taglio più profondo: pari a 50 punti base. da 50 punti base. Anche Jeffrey R. Schmid, presidente della Fed di Kansas City, ha espresso il suo parere sfavorevole, chiedendo però di mantenere i tassi invariati.
Lagarde, intanto, ha detto la propria sulla crescita del Pil dell’area Euro nel terzo trimestre, spiegando che l’andamento riflette “una forte spinta del turismo sui servizi”, inoltre “molte imprese hanno accelerato gli sforzi per la digitalizzazione”. Tuttavia, “la situazione globale resta un fardello” e “i nuovi ordini per l’export indicano ulteriori cali”.
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La presidente della Bce, Christine LagardePhoto by Thomas Lohnes/Getty Images)




