La lunga partita tra Bbva e Banco Sabadell è arrivata al momento decisivo. L’offerta pubblica di acquisto ostile lanciata da Bbva si è chiusa ufficialmente, e il mercato attende i risultati definitivi, che saranno resi noti venerdì 17 ottobre dalla Cnmv, l’autorità di vigilanza spagnola.
Possibile nuova offerta se si resta sotto il 50%
Il finale è ancora tutto da scrivere. Se Bbva dovesse raccogliere tra il 30% e il 50% delle azioni di Sabadell, avrebbe la possibilità di rinunciare alla soglia minima di accettazione. In questo caso, secondo il Real Decreto che regola le Opa in Spagna, sarebbe tenuta a lanciare una seconda offerta obbligatoria, questa volta in contanti o comunque con un’alternativa monetaria. Il prezzo verrebbe fissato dalla stessa Cnmv, che dovrà stabilire un valore equo per tutelare gli azionisti di Sabadell.
Bbva ha già chiarito che, se costretta a formulare una nuova proposta, non offrirà condizioni migliorative rispetto all’Opa appena conclusa. Un avvertimento esplicito rivolto a chi ha scelto di non aderire, sottolineando il rischio di perdere un’occasione significativa.
Tra ottimismo e scetticismo
Il clima resta teso, con visioni divergenti tra le due banche. Il presidente di Bbva, Carlos Torres Vila, si è detto fiducioso di superare il 50% e arrivare persino al 60%, sostenendo che i fondi attivi (circa il 30% del capitale di Sabadell) abbiano aderito interamente, mentre quelli passivi avrebbero partecipato per metà, con un apporto complessivo del 10%. A questi si aggiungerebbe il 4% dell’investitore messicano David Martínez Guzmán, consigliere dominicale di Sabadell, ritenuto da Bbva decisivo per oltrepassare la soglia di controllo.
Molto più cauto, invece, il fronte Sabadell. Il Ceo César González-Bueno ha dichiarato che sarà già difficile toccare il 30%, paventando il rischio che Bbva “metta a rischio sé stessa” con un’operazione non sostenibile.
Determinata a raccogliere il massimo delle adesioni, Bbva ha messo in campo una campagna capillare. Negli ultimi giorni, i dirigenti della banca hanno attraversato la Spagna in lungo e in largo, con un roadshow mirato a convincere soprattutto i piccoli azionisti, che rappresentano il 40% del capitale di Sabadell. Dalla Catalogna alle Asturie, passando per Alicante e i Paesi Baschi, ogni tappa è stata l’occasione per promuovere il progetto di fusione.
Allo stesso tempo, Bbva ha attivato la propria rete interna, offrendo bonus extra ai dipendenti delle filiali per incentivare l’individuazione degli azionisti Sabadell e favorirne l’adesione.
Grandi investitori divisi sull’operazione
Nel fronte degli azionisti istituzionali, solo in pochi hanno preso posizione pubblicamente. David Martínez ha confermato il proprio sostegno all’offerta, mentre Zurich, tra i maggiori azionisti, ha annunciato che non parteciperà allo scambio. Una scelta che alimenta l’incertezza, a pochi giorni dalla comunicazione ufficiale.
Comunque vada, questa operazione rappresenta una delle più rilevanti nel panorama bancario spagnolo degli ultimi anni. Se l’Opa avesse successo, Bbva diventerebbe un protagonista ancora più centrale della finanza nazionale, con un rafforzamento sul mercato interno e un riequilibrio delle attività oggi concentrate soprattutto in Messico, Sud America e Turchia.
Banco Sabadell, invece, continua a opporsi strenuamente, appellandosi al proprio radicamento territoriale, in particolare in Catalogna, e facendo leva sull’orgoglio locale per difendere la propria autonomia e indipendenza.
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