In Banco Bpm l’offerta pubblica di scambio lanciata da Mps è stata accolta con freddezza. Il Consiglio di amministrazione di Piazza Meda ha preso atto dell’operazione, sottolineando però che l’iniziativa del Monte dei Paschi di Siena non era stata concordata né sollecitata dalla banca milanese. Il board ha inoltre evidenziato due elementi centrali: la proposta di Siena si configura come un’acquisizione e non come una fusione tra i due istituti e, nelle condizioni attuali, non prevede un premio per gli azionisti di Banco Bpm. Le valutazioni definitive arriveranno secondo le modalità previste dalla normativa.
Per Mps la sfida passa dai soci di Banco Bpm
La posizione del Consiglio è stata assunta all’unanimità. Un ruolo importante nella partita resta quello di Crédit Agricole, primo azionista di Banco Bpm con il 29,3% e rappresentato anche nel Cda. Il fronte bancario si intreccia intanto con l’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps. Dopo Iss, anche Glass Lewis ha raccomandato agli azionisti di Intesa di approvare l’aumento di capitale destinato all’operazione, che sarà sottoposto all’assemblea straordinaria del 10 settembre.
Sul fronte pubblico, il Mef ha congelato la propria partecipazione residua in Mps, pari al 4,86%, con l’obiettivo di non interferire nelle operazioni straordinarie che coinvolgono la banca. La questione è stata affrontata anche nell’incontro tra il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e gli enti locali toscani, che hanno ribadito l’attenzione per l’integrità del Monte, il marchio e il radicamento territoriale.
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