Il Consiglio di amministrazione di Banco Bpm ha approvato all’unanimità la lista dei candidati per il rinnovo del board in vista dell’assemblea del 16 aprile. La proposta ricandida ai vertici della banca l’amministratore delegato Giuseppe Castagna e il presidente Massimo Tononi, insieme ad altri membri dell’attuale consiglio.
La lista comprende 20 nomi e prevede la ricandidatura di otto dei quindici consiglieri uscenti, tra cui il vicepresidente Maurizio Comoli e i consiglieri Marina Mantelli, Eugenio Rossetti, Manuela Soffientini e Luigia Tauro, oltre ad Alberto Oliveti, presidente dell’Enpam ed esponente del patto delle casse previdenziali.
Accanto ai membri già in carica compaiono anche diversi nuovi candidati. Tra questi figura Francesco Mele, Chief Financial Officer del gruppo Campari, insieme a professori universitari, manager ed esperti con esperienze in ambito economico, finanziario e legale, tra cui Costanza Torricelli, Giovanna Zanotti, Silvia Stefini, Cecilia Rossignoli, Elisa Corghi, Teresa Naddeo, Milena Motta, Giorgio Mion, Pietro Grassano, Savino Casamassima e Marco Bragadin.
Banco Bpm, la strategia della public company
Commentando la presentazione della lista, Massimo Tononi ha parlato di candidature «di indubbio valore, indipendenti e autorevoli», sottolineando che si tratta del primo caso di applicazione della Legge Capitali, che ha reso più complessa la definizione della rosa dei candidati.
Anche Giuseppe Castagna ha ribadito la linea strategica della banca: «La lista presentata oggi conferma il nostro modello di successo di public company, capace di tutelare gli interessi di tutti gli azionisti».
Crédit Agricole verso una lista di minoranza
Dalla lista approvata dal Consiglio restano esclusi rappresentanti del Crédit Agricole, primo azionista della banca con una quota del 20,1% del capitale, e del fondo Leone & Partners, che possiede circa il 5%.
I francesi hanno tempo fino al 23 marzo per presentare una propria lista di minoranza, che potrebbe comprendere da tre a sei candidati. Resta da capire se i profili scelti arriveranno dall’interno del Gruppo o dall’esterno, anche alla luce dell’attenzione dell’Antitrust su un’eventuale influenza dominante nella governance.
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Da sinistra, Giuseppe Castagna e Massimo Tononi di Banco Bpm




