Il primo azionista di Banco Bpm, Crédit Agricole, conferma il sostegno all’attuale guida della banca in vista del rinnovo del Consiglio di amministrazione. Il Gruppo francese, che detiene oltre il 20% del capitale ed è autorizzato dalla Bce a salire fino al 29,9%, non prenderà parte alla lista del Cda uscente ma presenterà una propria lista di minoranza.
Il sostegno riguarda il tandem formato dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna e dal presidente Massimo Tononi, entrambi candidati alla riconferma.
A ribadire la posizione dei francesi è stato l’amministratore delegato di Crédit Agricole Italia, Hugues Brasseur, che ha sottolineato la fiducia nel percorso intrapreso dalla banca. «È stato fatto un ottimo lavoro sullo sviluppo. Crediamo parecchio al futuro di questa banca e, quindi, ci appoggiamo molto alla guida dell’istituto per sostenere questo percorso di crescita». Alla domanda sul sostegno agli attuali vertici, il manager ha risposto: «Sì, chiaramente sì».
Negli ultimi anni la banca ha visto crescere la capitalizzazione da 2 a circa 20 miliardi, mentre i dividendi distribuiti negli ultimi due esercizi hanno superato i 3 miliardi.
Banco Bpm verso il rinnovo del board
Nel percorso verso il rinnovo della governance, Crédit Agricole presenterà dunque una lista di minoranza che, nelle intenzioni del gruppo, sarà una lista di sostegno al futuro della banca.
La lista dovrà essere depositata entro il 23 marzo e concorrerà per i seggi riservati alle minoranze nel nuovo Consiglio. Accanto a quella dei francesi dovrebbe arrivare anche la lista promossa da Assogestioni, espressione dei fondi istituzionali.
L’assemblea del 16 aprile
Il passaggio decisivo sarà l’assemblea degli azionisti fissata per il 16 aprile, che applicherà per la prima volta le regole introdotte dalla Legge Capitali e recepite nello statuto approvato il 23 febbraio.
Il nuovo sistema prevede che, se la lista del cda sarà la più votata, ogni candidato venga sottoposto a un voto individuale dell’assemblea, introducendo un ulteriore passaggio nella definizione degli equilibri del board.
In un articolo pubblicato oggi dal quotidiano la Repubblica, si evidenzia come restino inoltre alcune perplessità tra autorità e soci sulla presenza di un azionista forte come Crédit Agricole, attivo in Italia anche in attività concorrenti. Il sentiment del mercato potrebbe emergere anche dal voto su eventuali liste di minoranza, tra cui quella promossa da Assogestioni, verso cui sarebbe orientato il finanziere Davide Leone, accreditato come secondo azionista della banca con oltre l’8%.
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