Le principali banche dell’Unione europea (Ue) hanno archiviato il primo trimestre del 2026 con risultati da record. Le dieci maggiori realtà dell’area Euro hanno infatti generato un utile netto complessivo di 22,869 miliardi di euro, in crescita del 10% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un incremento che ha interessato tutte gli istituti del campione e che conferma il momento particolarmente favorevole per il settore creditizio europeo.
A guidare questa particolare classifica dei profitti, pubblicata oggi dal quotidiano Il Sole 24 Ore, è ancora una volta è la spagnola Santander, che ha chiuso il trimestre con un utile di 3,56 miliardi di euro. Al secondo posto si collocano a pari merito la francese Bnp Paribas e l’italiana UniCredit, entrambe con 3,2 miliardi. Tra queste, il gruppo guidato da Andrea Orcel si distingue per la maggiore crescita annua degli utili, pari al 16%. Completano la top five la spagnola Bbva con 2,99 miliardi e Intesa Sanpaolo con 2,76 miliardi di euro.
L’analisi per Paese evidenzia la leadership di Spagna e Italia, fra le banche Ue. Santander e Bbva hanno realizzato insieme utili per 6,55 miliardi, precedendo il tandem italiano formato da UniCredit e Intesa Sanpaolo, fermo a 5,96 miliardi di euro. Più distanti le francesi Bnp Paribas e Credit Agricole con 5,297 miliardi, seguite dalle tedesche Deutsche Bank e Commerzbank e dalle olandesi Ing e Abn Amro.
I risultati assumono particolare rilevanza considerando che molte banche dell’Europa meridionale sono tradizionalmente più sensibili all’andamento dei tassi d’interesse. Nonostante un Euribor inferiore rispetto al primo trimestre del 2025, gli istituti sono riusciti ad aumentare redditività e margini.
Le stime future
Le prospettive per il resto dell’anno restano positive. Tutte le principali banche hanno confermato o migliorato la guidance per il 2026, sostenendo le valutazioni di Borsa. Gli analisti continuano a vedere margini di crescita per il comparto, grazie a rendimenti sul capitale tra i più elevati a livello globale.
Resta però ampio il divario con gli Stati Uniti. I sei maggiori colossi di Wall Street hanno registrato nel trimestre oltre 41 miliardi di euro di utili, quasi il doppio delle prime dieci banche europee. Un gap che potrebbe ampliarsi ulteriormente grazie al boom dell’investment banking, delle attività di trading e alle grandi quotazioni previste nel settore tecnologico e dell’intelligenza artificiale.
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