Il 2025 si chiude con risultati eccezionali per le principali banche italiane, che hanno archiviato utili complessivi da record, per oltre 27,8 miliardi di euro: in crescita del 10,6% rispetto al 2024. Il rendimento del capitale si è attestato al 14,7%. Si tratta di un livello superiore alla media europea, grazie alla progressiva diversificazione dei ricavi verso le commissioni e l’attività assicurativa.
Questi numeri sono accompagnati da indicatori di solidità finanziaria ancora robusti. Il coefficiente Cet1 resta sopra il 14%, anche dopo dividendi e programmi di buyback, mentre la qualità del credito (con un NPL ratio all’1,2%) migliora ulteriormente, sotto la soglia europea.
Banche italiane e occupazione, il risvolto della medaglia
Tuttavia, il lato occupazionale rivela un quadro ben diverso. Nel 2025 le principali banche italiane – tra cui Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco Bpm, Bper Banca e Mps – hanno ridotto il personale di oltre 8 mila unità (-3,5%), determinando una diminuzione del costo del lavoro dello 0,4%. Il peso del costo del personale sui proventi operativi si è attestato a circa il 25,8%, in discesa; mentre la produttività per dipendente è cresciuta con commissioni nette che segnano un +8,6%.
Secondo l’analisi della First Cisl, la forte crescita delle commissioni e dei ricavi assicurativi spiega gran parte dei risultati record, ma resta aperto il dibattito sui trade-off tra redditività e occupazione. I sindacati sottolineano come la redistribuzione dei risultati verso lavoratrici e lavoratori sia altrettanto importante quanto la tutela dei posti di lavoro, soprattutto in un contesto in cui il costo del lavoro rappresenta solo una quota ridotta dei ricavi.
Le dinamiche che portano ai tagli occupazionali non sono esclusive dell’Italia. Nei più importanti istituti bancari europei l’adozione di tecnologie digitali e di intelligenza artificiale sta spingendo verso una riorganizzazione delle strutture e un nuovo modello di lavoro, con piani di esodo volontario e ristrutturazioni.
In sintesi, la performance 2025 delle banche italiane è contraddistinta da un forte incremento di utili e redditività finanziaria, ma lo scenario mostra anche un rapido cambiamento del mercato del lavoro nel settore, con un impatto significativo sull’occupazione e sulle modalità di lavoro, sollevando questioni strategiche su sostenibilità, innovazione e tutela sociale nel medio termine.
© Riproduzione riservata
© Shutterstock




