Azimut Holding è finita nel mirino di Banca d’Italia dopo un’ispezione condotta tra marzo e giugno sulla controllata Azimut Capital Management Sgr. L’indagine ha rilevato “gravi carenze di governance e organizzative” e ha portato la vigilanza a chiedere un piano di rimedio dettagliato. Le ricadute sono arrivate immediate: il titolo ha perso fino al 16% in Borsa, per poi chiudere la giornata di ieri con un calo del 10%.
Le autorità hanno dato tempo fino al 30 novembre per presentare il piano e fino al 30 aprile 2026 per completare l’attuazione delle misure correttive. Al centro dell’attenzione c’è soprattutto Tnb, il progetto di banca digitale su cui Azimut punta per la prossima fase di crescita. La vigilanza ha chiarito che, anche in presenza di un piano soddisfacente, il superamento delle criticità non garantisce automaticamente il via libera alla licenza.
Bankitalia chiede un nuovo piano di governance
Secondo quanto riportato dai principali quotidiani italiani, i rilievi riguardano la struttura interna della Sgr, la mancanza di un direttore generale, la composizione degli organi di controllo e la gestione dei presidi di rischio. Il gruppo ha già avviato un processo di revisione e si è impegnato a collaborare pienamente con Bankitalia per colmare le lacune. Alcune modifiche potrebbero includere nuove nomine e una revisione della governance tra capogruppo e controllata.
In piena tempesta, il presidente Pietro Giuliani ha rassicurato gli investitori: il progetto Tnb “non è in discussione”, così come dividendi e buyback, che rimangono confermati. Giuliani ha definito “irrazionale” il crollo in Borsa e ha annunciato l’intenzione di rafforzare la propria partecipazione acquistando azioni Azimut per “alcuni milioni di euro”.
Il gruppo spera ancora di ottenere la licenza bancaria in Italia, ma Giuliani ha chiarito che, se necessario, si valuteranno alternative estere, con riferimento esplicito alla Svizzera, dove Azimut è già presente.
Crescita da record, ma il mercato teme una frenata
Il caso arriva proprio mentre Azimut stava vivendo un momento positivo. A inizio settimana il titolo aveva superato i 36 euro, toccando i massimi storici, sostenuto da una raccolta di ottobre pari a 1,8 miliardi e masse totali salite a 126,7 miliardi. Risultati in linea con l’obiettivo fissato per il 2025.
Eppure il mercato ora teme che le tensioni con la vigilanza possano compromettere le tempistiche di Tnb e influenzare la percezione del rischio sul gruppo.
© Riproduzione riservata
© Photo by Marco Secchi/Getty Images




