Asta Btp del 27 gennaio 2026: caratteristiche, rendimenti e contesto di mercato

Btp da record: per il titolo di Stato italiano domande per 218 miliardi© Shutterstock

Il 27 gennaio 2026 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha programmato un’asta di Btp con diverse tipologie di titoli di Stato, offrendo opportunità di investimento con cedole fisse e indicizzate. L’appuntamento rientra nel calendario delle aste sovrane di fine mese, un momento che attrae l’attenzione degli investitori in reddito fisso per le condizioni di mercato e il profilo di rischio/rendimento di tali strumenti.

Al centro dell’offerta c’è un Buono del Tesoro Poliennale a cedola fissa del 2,20%, con scadenza 28 febbraio 2028 (durata residua di 25 mesi). L’emissione e il godimento coincidono con il 29 gennaio 2026. Questo titolo paga cedole semestrali, con il primo stacco, di tipo “corto”, fissato al 28 febbraio 2026 e calcolato per un periodo di 30 giorni, mentre le successive cedole saranno piene.

Tutti i dettagli del prossimo Btp

Il rendimento lordo atteso sul mercato secondario per titoli con scadenza simile è intorno al 2,2%, e assumendo un prezzo di aggiudicazione pari a 100 il ritorno complessivo lordo dello Short Term si attesta attorno al 4,58%. Pur non configurandosi come un rendimento “elevato”, soprattutto in un contesto di inflazione ancora significativa, questo Btp rappresenta una valida alternativa di parcheggio remunerato della liquidità a breve/medio termine, paragonabile a un Bot lungo.

Accanto al titolo a cedola fissa, il Mef ha offerto due tranche di Btp€i, ovvero titoli indicizzati all’inflazione dell’Eurozona. Questi strumenti proteggono il potere d’acquisto rivalutando il capitale in base all’indice Hicp Eurostat, con cedole semestrali calcolate sul capitale rivalutato. Uno dei Btp€i scade il 15 agosto 2031 con tasso annuo dell’1,10% e rendimento effettivo intorno al 2,99%, mentre l’altro ha scadenza 15 maggio 2056 e offre una cedola annua del 2,55%, nonché un rendimento effettivo di circa il 4,35%. Il calendario operativo prevedeva la chiusura delle prenotazioni per il retail il 26 gennaio, seguita dalle aste ordinarie il 27 e quelle supplementari il 28, con regolamento dei titoli al 29 gennaio 2026.

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Il contesto di mercato

Alla vigilia dell’asta, i rendimenti dei titoli di Stato italiani a lungo termine risultano in aumento rispetto ai Bund tedeschi, con lo spread Btp-Bund intorno a 61 punti base e i rendimenti dei Btp a 10 anni poco sotto il 3,50%, riflettendo in parte le dinamiche dei mercati obbligazionari globali.

In sintesi, l’asta dei Btp di fine gennaio ha confermato come i titoli di Stato italiani continuino a rappresentare un punto di riferimento per investitori istituzionali e privati interessati alla gestione della liquidità, alla protezione dall’inflazione e alla diversificazione del portafoglio.

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