Secondo lo studio di Allianz Trade 2026, dal titolo “Variable geometry for European trade: Building resilience and diversification”, la geografia commerciale dell’Europa sta subendo trasformazioni profonde che incidono in modo significativo sulle prospettive del commercio dell’Italia e globale.
Europa: crescita dell’export ma fragilità strutturale
Nel periodo post-pandemico, la bilancia commerciale dei principali Paesi europei è aumentata fino a circa 354 miliardi di euro (+18 %), ma dietro questo dato si nascondono vulnerabilità crescenti. Il deficit europeo verso la Cina è quasi raddoppiato, mentre il surplus verso gli Stati Uniti è aumentato di oltre un terzo, raggiungendo 127 miliardi di euro. Secondo l’Allianz Trade 2026, questo sbilanciamento pone l’Europa e l’Italia in una posizione di crescente dipendenza dalle forniture cinesi di prodotti strategici nel commercio globale e di possibile esposizione alle incertezze tariffarie statunitensi.
Italia: rischi di dipendenza e ruoli chiave
L’Italia emerge come uno dei Paesi maggiormente interessati dai cambiamenti strutturali del commercio globale. Il deficit italiano con la Cina è quasi raddoppiato, raggiungendo i 34 miliardi di euro, riflettendo un crescente fabbisogno di importazioni di beni ad alto contenuto tecnologico come componenti elettronici e macchinari. Questa dipendenza accentua le vulnerabilità di settori importanti come l’automotive, l’elettronica e le tecnologie green.
Parallelamente, la nostra nazione continua a contribuire in modo significativo al surplus europeo verso gli Stati Uniti, con un avanzo salito da 29 a 39 miliardi di euro, trainato da chimica, farmaceutica, meccanica industriale e prodotti agroalimentari di alta qualità. Tuttavia, il rischio di tariffe fino al 10 % imposto dagli USA potrebbe tradursi in perdite di export Ue fino a 85 miliardi di dollari l’anno, con impatti rilevanti anche sul sistema produttivo italiano.
Vulnerabilità e catene globali
Lo studio evidenzia come la dipendenza dai fornitori extra-Ue sia aumentata in numerosi settori strategici italiani, incluse componentistica automotive, semiconduttori e batterie per mobilità elettrica. In uno scenario di crescente frammentazione geopolitica, tali dipendenze possono tradursi in maggiori costi di approvvigionamento, ritardi nelle filiere e perdita di competitività.
Per mitigare questi rischi, Allianz Trade suggerisce un rafforzamento del nearshoring verso l’Europa centro-orientale e lo sviluppo di nuovi accordi commerciali con paesi come India, Mercosur e Asean, che potrebbero generare oltre 120 miliardi di dollari di export aggiuntivo per l’Europa. Queste strategie potrebbero favorire l’Italia grazie alla sua forte propensione all’export di prodotti ad alto valore aggiunto.
In un contesto globale caratterizzato da tensioni commerciali crescenti, l’Italia può giocare un ruolo importante, ma è decisivo lavorare su resilienza delle catene del valore e diversificazione dei mercati per sostenere la crescita economica e proteggere la competitività nel lungo periodo.
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