Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Confindustria, lancia il piano strategico Zes 2.0, mettendo a disposizione 60 miliardi di euro per lo sviluppo della Zona economica speciale su scala nazionale. L’iniziativa, presentata a Bari il 16 luglio 2026, punta ad accelerare gli investimenti nel Mezzogiorno, attrarre capitali esteri e coinvolgere anche le imprese del Nord Italia.
Il progetto è promosso attraverso la Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Confindustria e con il Dipartimento per il Sud presso la Presidenza del Consiglio. Le risorse saranno indirizzate soprattutto a investimenti produttivi, opere di adeguamento infrastrutturale ed energetico e nuovi insediamenti industriali.
Zes 2.0, il piano di Intesa Sanpaolo per il Sud
Il pacchetto prevede un roadshow in Italia e all’estero per rafforzare il modello Zes, intercettare nuovi capitali e favorire localizzazioni produttive nel Mezzogiorno. Per le imprese che investiranno all’interno della Zes è stata inoltre predisposta una linea di finanziamento dedicata, con agevolazione sul tasso d’interesse, da affiancare agli incentivi pubblici già previsti.
Il piano si inserisce nel percorso avviato da Intesa Sanpaolo a sostegno delle aree meridionali. Dal 2020 il Gruppo ha erogato complessivamente oltre 28 miliardi di euro alle regioni del Sud e ha già finanziato per 12 miliardi investimenti diretti e indiretti collegati alle Zes.
Per Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, la Zes Unica dimostra che la riduzione di burocrazia e incertezza può generare investimenti e occupazione: l’impatto complessivo indicato è di 59 miliardi di euro, con ricadute per oltre 70.000 posti di lavoro. Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, sottolinea invece il ruolo della Zes come leva strategica per la crescita del Mezzogiorno e anche per le imprese del Nord Italia.
La misura punta a rafforzare il ruolo del Sud nelle filiere industriali, nella logistica e nelle rotte del Mediterraneo. A metà 2026, le autorizzazioni uniche rilasciate nell’ambito della Zes Unica hanno generato oltre 9 miliardi di euro di investimenti diretti e circa 25 mila ricadute occupazionali dirette.
I nuovi insediamenti produttivi rappresentano il 45% delle autorizzazioni, ma concentrano il 65% degli investimenti e il 55% dell’occupazione stimata. È il segnale che lo strumento non serve solo ad ampliare attività esistenti, ma può accompagnare una crescita industriale più strutturata del Mezzogiorno.
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